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Nardone “Bergamo fa bene a chiedere i danni”

Sul Corriere del Mezzogiorno, a firma Fabrizio Geremicca, l'intervista a Carmine Nardone, ex presidente della provincia di Benevento: un'intervista in controtendenza rispetto alle decisioni della Conferenza dei servizi degli enti locali campani che ha bocciato l'impianto Vocem.

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Sul Corriere del Mezzogiorno, a firma Fabrizio Geremicca, l’intervista a Carmine Nardone, ex presidente della provincia di Benevento: un’intervista in controtendenza rispetto alle decisioni della Conferenza dei servizi degli enti locali campani che ha bocciato l’impianto Vocem. Eccola.   

"Bergamo chiede un risarcimento? Lo com­prendo benissimo. La Regione Campania li ha tenuti so­spesi per due anni, rimandando una decisione che poi è stata negativa. Se lo avessero detto subito, sarebbe stato meglio per tutti". Carmine Nardone commenta la notizia che la Provincia di Bergamo chiederà un risarcimento danni alla Regione Campania, alla Provincia di Benevento e al Comune di San Salvatore Telesino dopo il no a costrui­re in quest’ultimo paese una centrale energetica alimenta­ta a biomasse. Il progetto è stato bocciato dalla conferen­za dei servizi che si è riunita pochi giorni fa. Nel frattem­po, però, la società Vocem, a capitale quasi totalmente nelle mani della provincia bergamasca, ha già speso 4 milioni per acquistare l’area dell’impianto e per progettarlo. L’ex presiden­te della provincia sannita — ora a capo della fonda­zione Futuridea — era sta­to un grande sostenitore della centrale di San Salva­tore.
Nardone che fa, si schie­ra contro i suoi conterranei sanniti che pure la elessero presidente?
Il consiglio provinciale di Benevento aveva già detto no alla centrale sotto la mia presidenza. I 24 consiglieri— gli stessi i quali avevano votato sì al piano energetico, che prevedeva due impianti per bruciare biomasse e produrre energia — si erano schierati contro il progetto di San Sal­vatore Telesino. A quel punto palazzo Santa Lucia avrebbe dovuto bloccare tutto, senza tenere Vocem sul filo per due anni. Insomma, capisco la rabbia dei bergamaschi.
Lei, però, quella centrale l’avrebbe voluta ad ogni co­sto. Perché?
Ritenevo potesse essere un contributo per produrre energia ad impatto ambientale sostenibile. Se ne poteva discutere. Quel che mi ha profondamente addolorato è che mi fecero passare per un mostro, un devastatore del­l’ambiente. Io che parlo di sviluppo sostenibile da anni.
I comitati cittadini avevano il timore che la centrale avrebbe bruciato anche i rifiuti, sostenevano che fosse stata chiesta anche un’autorizzazione in tal senso.
Non conosco lo specifico del progetto, ma lo esclude­rei.
L’area acquistata dalla Vocem, però, era suolo agrico­lo.
Che io sappia, quella era un’area industriale.
Aniello Cimitile, il suo successore, ha espresso gran­de soddisfazione per il parere negativo espresso in con­ferenza dei servizi. Ha detto: si tratta dell’accoglimento delle richieste che venivano espresse in modo compat­to ed univoco dalle popolazioni e dalle istituzioni locali.
Invece io ritengo che fosse una iniziativa valida. Chi la contesta forse non sa, o finge di non sapere, che è previ­sta la costruzione a Benevento di una centrale a turbogas, ben più inquinante, da 386 megawatt. Quella di San Salva­tore Telesino era da 11 megawatt.
 

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