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Alluvione del 2002, assicurazione di una diga risarcisce i residenti

La compagnia assicurativa della diga Sant'Anna ha risarcito 13 famiglie e tre aziende per i danni sub??ti durante l'alluvione del 2002. Il responsabile della diga gi?? condannato per disastro colposo, ma l'assicurazione ?? intervenuta: ?? la prima volta che accade, secondo il legale dei residenti.

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La grande alluvione del novembre 2002, che travolse le valli bergamasche (si ricorda in particolare il caso di Brembilla e della visita, qualche mese dopo, del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi) colpì in modo non indifferente anche l’Isola e la Bassa Bergamasca. A Fara Gera d’Adda, Canonica d’Adda e, al di là del confine milanese, a Vaprio, le esondazioni del fiume provocarono danni rilevanti. Cascine intere travolte da acqua e fango, con veri e propri drammi.
Il caso torna al centro della cronaca quasi nove anni dopo, perchè per la prima volta i danni di quella calamità naturale, subìti da famiglie, aziende agricole e altre ditte, sono stati risarciti, oltre che dalle compagnie assicurative delle stesse parti danneggiate e degli enti locali, anche dall’assicurazione della diga Sant’Anna, posta tra Canonica e Fara, "il cui responsabile, con il suo comportamento negligente, provocò conseguenze peggiori". E’ quanto rende noto l’avvocato che da 7 anni segue la causa di quel disastro naturale, che a Canonica si ingigantì con un’esondazione, provocata con ogni probabilità dalla mancata apertura della diga. Tredici le famiglie interessate, tre le aziende.
Il responsabile del funzionamento della diga è già stato condannato ad 8 mesi per disastro colposo.
«È la prima volta in Italia che una compagnia applica la clausola di manleva, in vigore invece in altri paesi – ha detto Sguazzi, avvocato con studio a Vaprio d’Adda -. Non era mai successo che un’assicurazione, in questo caso l’Allianz, intervenisse per risarcire i danni provocati dal comportamento negligente del gestore di un’opera per la quale è stata stipulata la polizza assicurativa».
In genere, ha ricordato il legale, i danni di eventi o calamità naturali vengono risarciti dalle compagnie delle stesse parti danneggiate o dagli enti locali. Grande soddisfazione da parte degli abitanti dei paesi interessati, Vaprio e Canonica, che hanno già ricevuto le somme richieste. "È stata una lunga battaglia ma l’abbiamo vinta – ha detto Giancarlo Perego, portavoce degli alluvionati -. Nel frattempo la zona è stata tutta rimessa in sicurezza, la diga rifatta, gli argini sistemati".
I danni più rilevanti si verificarono il 26 novembre 2002. Le conseguenze peggiori, nella Bassa Bergamasca, riguardarono la mancata apertura della diga Sant’Anna, in territorio di Fara Gera d’Adda, di proprietà del Linificio e Canapificio. Il responsabile della diga Sant’Anna è stato condannato a 8 mesi per disastro colposo: secondo i giudici il tecnico avrebbe dovuto alzare lo sbarramento della diga, vedendo il livello del fiume che si stava innalzando rapidamente.

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