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Sgominata banda di rapinatori di banche fotogallery video

Arrestati due bergamaschi, un bresciano e un siciliano: almeno sei assalti a istituti bancari nel 2008. Entravano in azione a bordo di uno scooter. Minacciavano i cassieri con taglierino e pistola. Uno degli arrestati lavorava come custode al parco Caprotti.

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Una banda di rapinatori colpevole di diversi colpi messi a segno nel 2008 è stata sgominata dalla squadra mobile di Bergamo. Quattro i banditi finiti in carcere, tutti pregiudicati con una sostanziosa carriera criminale alle spalle. La mente era G.B., 59 anni, di Brusaporto: sceglieva le banche da assaltare, procurava armi e mezzi e poi chiamava i due esecutori materiali delle azioni, D.G., siciliano 34enne residente a Sommacampagna, e G.F., 53enne di Salò. I due si dirigevano verso l’obiettivo a bordo di uno scooter, di volta in volta rubato e fornito a G.B. da L.M., 40enne di Scanzo. Il gruppo prima dei colpi si riuniva nel retro di un esercizio commerciale di Seriate: qui il 34enne e il 53enne ricevevano le istruzioni e le armi, di solito un coltello e una pistola, poi entravano in azione. Dopo esser penetrati in banca, si coprivano il volto e sotto minaccia delle armi intimavano ai cassieri di consegnare il denaro. 
Il primo a finire in manette, nel febbraio scorso, è stato il siciliano. A lui si è arrivati grazie a un fermo immagine della videosorveglianza della banca rapinata il 30 giugno 2008 a Pedrengo. Confrontato con una foto segnaletica inviata da una Questura del Nord Italia, ha identificato il 34enne, incastrato anche da un’impronta lasciata incautamente su un bancone della filiale Unicredit di via Verdi a Bergamo, assaltata il 4 dicembre 2008. Dal siciliano si è risaliti al resto della banda: prima tramite l’esame dei tabulati, poi grazie anche alla collaborazione dello stesso.
G.B., la mente, è stato preso lunedì all’ora di pranzo a casa sua: conservava i ritagli degli articoli di giornale che raccontavano le "gesta" della banda. G.F. invece è stato bloccato mentre si trovava al lavoro in un ospedale bresciano, dove effettuava le pulizie. L’ultimo, il fornitore di scooter, è stato ammanettato al parco Caprotti, in via Verdi, dove lavorava come custode: era in affidamento ai servizi sociali.
La banda aveva colpito almeno sei volte in Bergamasca, poi anche a Tortona e Pavia. In un’occasione il gruppo si era trasferito in Liguria, dove G.B. aveva anche affittato un appartamento. Il colpo però era andato male per colpa della cassaforte temporizzata. Dopo l’arresto del siciliano e la perquisizione a casa del leader, avvenuta tre mesi fa, la banda aveva smesso di operare. Probabile però che G.B. avesse un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle rapine in Bergamasca, e che avesse altri complici: dopo la visita della squadra mobile a casa sua i colpi sono infatti drasticamente diminuiti.
Le rapine attribuite alla banda, oltre alle due già citate, sono nell’ordine: 18 luglio 2008, Albano, Credito di Brescia (4500 euro il bottino); 26 settembre 2008, Bipop Carire di via Borgo Palazzo; 29 settembre 2008, Seriate, Banca popolare di Cremona (6000 euro); 24 ottobre 2008, Bergamo, via Borgo Palazzo, Monte dei Paschi di Siena (20.000 euro). Dopo le rapine, i banditi si davano un appuntamento, si spartivano il bottino e poi si separavano in attesa del prossimo colpo. Finché la squadra mobile ha scritto la parola fine.

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