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Dodici milioni di euro al tessile grazie a Sostes

Assegnati alle imprese lombardi fondi per sostenere progetti di innovazioni e miglioramento dell'immagine. Milano, Como, Varese e Bergamo le province più sostenute

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Quasi dodici milioni di euro assegnati al tessile lombardo. Più esattamente si tratta di 11milioni e 914mila euro di contributi a 586 imprese lombarde dei settori: manifatturiero (11.004.038 euro a 509 piccole e medie imprese), del commercio del tessile abbigliamento (483.129 euro a 61 imprese) e agli operatori del settore del tessile abbigliamento (427.283 euro a 16 operatori).
Milano prima in ‘agevolazioni’ con 122 domande e 2 milioni e 400 mila i contributi assegnati, seguita da Como (93 domande 1 milione e 932 mila euro di contributi), Varese (82 domande 1 milione e 819 mila euro di contributi), Brescia (76 domande 1 milione e 616 mila euro di contributi) e Bergamo (65 domande 1 milione e 146 mila euro di contributi).
Il 7,9% delle imprese del manifatturiero sono femminili e si trovano a Pavia (15,4%), Milano (12,2%) e Cremona (11,1%).
E grazie a Sostes il settore manifatturiero innova: il 23,7% dei contributi erogati è stato utilizzato per i processi di innovazione e il miglioramento dell’immagine (14,1%). Anche le imprese del commercio del tessile e abbigliamento innovano (21,5%) ma decidono soprattutto di investire i contributi per farsi conoscere sul web (25,5%), così come gli operatori del settore che realizzano pagine web finalizzate alla messa in rete tra imprese (34,3%). Contributi poco utilizzati per la formazione, gli oneri notarili e professionali e per la registrazione dei marchi.
Questi i principali risultati conseguiti in 4 mesi con il Progetto SOSTES.
Che cos’è “SOSTES”. Il Progetto SOSTES aveva la finalità di sostenere lo sviluppo di soluzioni innovative proposte dalle imprese lombarde, attraverso la qualificazione del “fattore umano” inteso come variabile strategica di crescita imprenditoriale e per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. I destinatari del Progetto sono stati: piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti (con particolare riguardo alle imprese della filiera del tessile-abbigliamento); imprese artigiane (con particolare riguardo alle imprese della filiera del tessile-abbigliamento); micro e piccole imprese, con meno di 50 dipendenti ed appartenenti al commercio al dettaglio del tessile-abbigliamento, anche di nuova costituzione; operatori del sistema della filiera del tessile–abbigliamento; titolari e dipendenti di piccole e medie imprese.
 
Gli oltre 11milioni di euro di contributi sono così ripartiti: in provincia di Milano il 20,3% (2milioni e 229mila euro), a Como 16% (1milione e 757mila), Varese 15,5% (1milione e 707mila), Brescia il 13,8% (1milione e 514mila), Bergamo 9,7% (1milione e 70mila), Monza e Brianza 7,2% (793mila), Lecco 5,9% (652mila), Mantova 4,8% (528mila), Pavia 2,4% (259mila), Sondrio 1,7% (191mila), Cremona 1,9% (204mila) e Lodi 0,8% (93mila). Le domande presentate provengono prevalentemente dalla provincia di Milano 19,3%, il 16,1% da Como, seguono Varese (14,9%), Brescia (13,4%), Bergamo (11%), Monza e Brianza (7,1%), Lecco (6,3%), Mantova (4,9%), Pavia (2,6%), Sondrio (2%), Cremona (1,8%), Lodi (0,8%).
Ma quali sono state le tipologie di investimento più gettonate? I software gestionali per l’innovazione dell’azienda al primo posto con il 23,7%, davanti al cambiamento d’immagine dell’impresa (14,1%), i nuovi materiali e i processi produttivi (12,6%) e il costo del personale (9,5%). Agli ultimi posti l’assistenza personalizzata sui progetti (0,9%) e la formazione (0,4%).
 
Il 7,9% delle imprese agevolate sono imprese a controllo femminile (in totale 40), in particolare a Pavia (peso del 15,4% sul totale delle imprese agevolate di Pavia), Milano (12,2%), Cremona (11,1%) e Brescia (10,3). Seguono Como (9,8%), Bergamo (5,4%), Monza e Brianza (5,6%), Varese (5,3%) e Lecco (3,1%).

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