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Atalanta, l’avvio sembra promettente Con L’Eco una resa dei conti

Il giornalista Cesare Malnati si sofferma sul lavoro svolto finora dai nerazzurri, sull'amichevole con il Chievo e i probabili nuovi movimenti di mercato. E spiega cosa c'è dietro la guerra scoppiata tra il quotidiano di viale Papa Giovanni e la società.

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di Cesare Malnati

Strada facendo, l’Atalanta ha trovato – potendolo osservare con calma nel ritiro di Brentonico – il quarto centrocampista del suo organico: Ivan Radovanovic, che era stato già individuato dalla società nel gennaio 2008 quando il ragazzo kossovaro (21 anni il prossimo mese) fu portato a Zingonia dal Partizan dopo mezza stagione nel massimo campionato serbo nel FC Smederevo, dove era stato mandato in prestito. L’anno scorso Radovanovic ha disputato 21 gare in B, nel Pisa, retrocedendo all’ultima giornata. Che il giovanotto sia stato l’autore dell’1-1 in extremis nell’amichevole col Chievo non ha avuto importanza, nel senso che mica il direttore sportivo Osti e l’allenatore Gregucci l’hanno promosso per questo motivo.
Ha ben impressionato, in realtà, la prontezza con cui il giocatore ha sfruttato l’occasione di partecipare alla preparazione precampionato con la prima squadra. Inoltre le sue caratteristiche sono di prim’ordine, sia fisicamente (1,85 d’altezza, quindi ottima predisposizione nel gioco aereo) sia tecnicamente (gamba, ma anche piede), sicchè questo giocatore può proporsi convenientemente come interno in un 4-4-2 ed eventualmente come mezz’ala in un centrocampo a tre.
A questo punto, si possono mettere in preventivo un arrivo e due partenze. S’era detto che in difesa c’è un esubero. A lasciare l’Atalanta dovrebbe essere Max Pellegrino. Le richieste riguardanti Capelli resteranno probabilmente lettera morta in quanto il prodotto del vivaio, oltre a fornire garanzie in qualità di centrale, pare il più adatto in caso di sostituzione di Garics, a destra. Pellegrino per ora non ha grandi estimatori, tuttavia si tratta di un elemento conosciuto in campo internazionale e una sua collocazione potrebbe essere favorita dal fratello Mauricio, ex importante del Valencia e attualmente "secondo" di Rafa Benitez, nel Liverpool.
All’attacco ci sarà un avvicendamento. Tiboni sarà mandato altrove, affinchè possa giocare con una certa continuità. E allora servirà, senza fretta visto che Acquafresca e Tiribocchi già ci sono accanto a Doni, una quarta punta. Senza fretta significa che è opportuno attendere che i prezzi s’abbassino per portar a termine un buon affare.
Per il resto, il bilancio del ritiro trentino, finora, va considerato positivamente. La squadra ha lavorato molto e soprattutto ha potuto farlo al completo, non essendosi registrati infortuni di rilievo.
Non tutto fila altrettanto liscio, invece, dal punto di vista della comunicazione, come dimostra un recente articolo siglato dal direttore de l’Eco in persona, Ettore Ongis, che ha accusato la società, personalizzata nel direttore generale Cesare Giacobazzi, di porre in essere veri e propri "atti di guerriglia" (cioè scarsa disponibilità per interviste e fotografie) verso il suo giornale. Per dovere di cronaca, va ricordato che la situazione di tensione dura ormai da tempo, quand’ancora era operarivo Ivan Ruggeri. Ci sono stati alti e bassi, ma pare attendibile che l’Atalanta – forte dell’attuale consenso del pubblico, che ha già sottoscritto moltissimi abbonamenti – abbia ritenuto sia venuto il momento di presentare il conto dopo aver preso atto della sfiducia manifestata a priori sulle colonne del giornale circa le operazioni di mercato, dopo la cessione di Floccari.
Siccome, al contrario, la squadra non è stata indebolita, non diversamente da quanto sempre avvenuto (sulla carta), s’è considerato tardivo il dietrofront che pure l’autorevole quotidiano ha compiuto conservando peraltro riserve, ad esempio, sul nuovo tecnico, immaginato tutt’altro che prima scelta e inserito invece da Osti fra i papabili sin dall’abbandono di Del Neri. Detto questo nel tentativo di fornire al pubblico parziale spiegazione a tanta incomunicabilità, va aggiunto che respingere le richieste d’accredito di giornalisti professionisti può apparire una ritorsione alle critiche, che, se non in malafede (e la malafede bisogna provarla), vanno accettate.

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Commenti

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  1. Scritto da ungiornalista

    L’Atalanta pecca di presunta presunzione. E la ruota gira…prima o poi tornerà a giocare con il Frosinone a allora giù a pecorella…! Le ripicche, le ritorsioni, i mancati accrediti e in generale l’assoluta mancanza di professionalità dell’ufficio stampa che di fatto non c’è è storia antica. Caro Ongins, benvenuto tra di noi. Noi che ci battiamo per lavorare e che abbiamo il manualino dell’ dis-ordine dei giornalisti dove è ben chiaro cosa deve e sottolineo deve fare un ufficio stampa.

  2. Scritto da luca

    Per adesso ci teniamo una bella mail dove scrivono…se volete notizie guardatevi il sito internet!!! E se scrivi qualcosa che lede sua maestà niente accredito. A cuccia in castigo! E il problema è che spesso manco te lo dicono. All’Eco e a Ongins dico meglio tardi che mai ma coraggio anche per chi non ha la vostra potenza. E vorrebbe fare il proprioo mestiere. Malnati la stimo molto. Coraggio per scrivere tutto, critiche e bilanci compresi. Libertà assoluta senza torcere un diritto di nessuno.

  3. Scritto da rf

    non so chi abbia ragione in questa contesa e se davvero i termini della questione siano quelli che sono stati fatti emergere. So solo che all’interno dell’Eco vi sono persone estremamente arroganti che fanno il bello e cattivo tempo e che si ritengono arbitrariamente indispensabli. Tra questi non rientra certo Corbani. In ogni caso se sull’Eco non si legge di atalanta e di morti che cacchio si legge Ongis?

  4. Scritto da STEN

    L’eco e atalanta siete patetici.
    A quando un nuovo stadio (speriamo un pò fuori mano) così la finite di rompere, ma non con i nostri soldi grazie.
    Alla prossima puntata.

  5. Scritto da pippo1907

    anacleto forever””””””””””””””””””””””””””””””

  6. Scritto da Valter Grossi

    sarebbe ora che l’atalanta si ponesse seriamente il problema di coofinanziare un nuovo impianto sportivo di cui deve dotarsi.
    Oggi occupa un luogo inadatto, in una situazione precaria, per quanto concerne la sicurezza (gli interventi fatti rendono ancor più brutta e invasiva la struttura).
    NON SI CAPISCE COME UNA IMPRESA A SCOPO DI LUCRO POSSA CONDURRE UN’ATTIVITA’ A SPESE DELLA COLLETTIVITA’.

  7. Scritto da pignolo

    inconcepibile la ritorsione dell’atalanta nei confronti de l’eco perche’ critico nei suoi confronti. il giornale ha il diritto di criticare chi ritiene senza dover essere messo alla berlina. un seglno di grave intoleranza quello dell’atalanta!!!

  8. Scritto da digeo

    Caro Malnati,
    senza voler in alcun modo giustificare le scelte tiranniche di Giacobazzi,devo rilevare che alcuni giornalisti de l’Eco sono abituati a sparare nel mucchio per poi ritrattare o negare di aver scritto certe cose.E’ troppo facile pontificare prima e poi, quando i fatti smentiscono le pontificazioni, dire che questo è il lavoro del giornalista. Anche due anni fa, quando arrivò Del Neri, si accusò la società di aver preso un allenatore che aveva fallito quasi ovunque..

  9. Scritto da Cesare Malnati

    Caro Coca-Cola,nn sta a me giudicare,a maggior ragione in qualità di ex redattore de L’Eco.A lei,come lettore, sì e l’ha fatto.Meglio comunque non fare d’ogni erba un fascio (“mica è un giornale che si batte per i principii”):la società editrice de L’Eco è fra le più serie d’Italia.Nn so lei ma io nn conosco abbastanza Giacobazzi per considerarlo “inadeguato e indisponente”.

  10. Scritto da @cesare malnati

    perchè nessuna testata giornalistica bergamasca ha affrontato il tema dei problemi fiscali che ha l’atalanta e che sono stati sanzionati tant’è che la società ha una pendenza con lo stato di qualche milione di euro?è una cifra accantonata nel bilancio 2008,ma nessuno ne parla……questo non sarebbe fare informazione?o noi poveri tifosi dobbiamo accontentarci di queste beghe da cortile?

  11. Scritto da enrico

    Non è che magari L’eco sia un po’ troppo vicino al signor Percassi, che da tempo volteggia paziente su Zingonia in attesa di addentare la preda?

  12. Scritto da journalist

    Quel mostro di giornalismo di Ongis nell’editoriale contro l’Atalanta conclude dicendo che ora il giornale tornerà a raccontare i dietro le quinte. A parte il tono minaccioso da monello di paese, è la più solare ed esplicita ammissione di non fare abitualmente il proprio mestiere. Solo se c’è da fare la guerra si fa il giornalismo, altrimenti si leccano i piedi. Bravo direttore, che lezione

  13. Scritto da coca & cola

    Malnati prendi posizione, non cercare di tenere il piede in due scarpe. I toni del tuo ex giornale sono a dir poco patetici. Come se l’Atalanta non avesse già discriminato altri giornalisti in passato. Ma allora L’Eco dormiva, mica è un giornale che si batte per i principi. Solo se viene toccato reagisce. Chamasi reato di lesa maestà. Ma stavolta, anche se Giacobazzi lo trovo inadeguato e indisponente, sono strafelice del boicottaggio.

  14. Scritto da anacleto

    Che patetico l’Eco che pubblica le letterine dei suoi sostenitori. Una delle poche cose giuste fatte da Giacobazzi è l’esclusione di quell’arrogante giornale. Così magari la smettono di manipolare l’opinione pubblica.

  15. Scritto da marco 1970

    quoto anacleto in pieno !
    l’eco di bergamo rema sempre contro a prescindere.

  16. Scritto da francesco

    non mi pare che L’Eco abbia remato contro l’Atalanta in questi ultimi anni; direi che (per interesse reciproco) l’ha sempre sostenuta, semmai anche l’Atalanta (società) negli ultimi anni ha fatto qualche gaffe (centenario, trofeo bortolotti, fratus, etc.). Dell’Eco ad esempio al sottoscritto non piace Corbani. Bellissimo a bergamotv una delle ultimegiornate; Mondonico (che di calcio….non necapisce) sosteneva che Plasmati era informa, Corbani: apriti cielo: rilsutato Plasmati 2 gol in un tempo!

  17. Scritto da bg neroblu

    Che problema hanno a l’eco per gli accrediti negati: tranquilli, vedrete che a serina & c. giacobazzi farà una postazione stampa tutta per l’eco in curva nord!

  18. Scritto da LEO

    L”ECO DI bERGAMO HA TUTTO IL DIRITTO DI CRITICARE.
    l’IMPORTANTE E’ COME DICEVA L’ARTICOLISTA CHE SIA UNA CRITRICA IN BUONA FEDE E MI PARE CHE DOPOI I BUONI ACQUISTI DELL’ATALANTA CI SIA STATO UN CAMBIAMENTO DI OPINIONI.
    cOMUNQUE MI SEMBRANO TUTTI UN PO’ TROPPO SUSCETTIBILI….
    IN FONDO E’ UN GIOCO…….

  19. Scritto da www.ilprincipe.eu

    Indipendente dalla contesa e dai litiganti, situazione molto interessante: finalmente qulacuno si mette di traverso alle pretrese pletoriche de l’Eco di Bergamo.
    E quelli de l’Eco possono rinunciare a tutto qui in provincia, tranne che all’affare Atalanta. Ne vedremo delle belle, magari con Ongis fra qualche tempo nel tirare la volata a qualche cordata di imprenditori legati al giornale…