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Una raffica di premi e il film di Ruiz chiudono il Festival

Il Festival Internazionale del Cinema d’Arte ha chiuso i battenti con un buon esito a cui hanno contribuito la suggestiva ed intima Piazza Mascheroni, ma anche l’affetto del pubblico, che ha assistito con favore alla celebrazione della cerimonia di premiazione.

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Il Festival Internazionale del Cinema d’Arte ha chiuso i battenti con un buon esito a cui hanno contribuito la suggestiva ed intima Piazza Mascheroni, ma anche l’affetto del pubblico, che ha assistito con favore alla celebrazione della cerimonia di premiazione.
Ai primi tre classificati nei rispettivi concorsi previsti dal Festival, cioè Cinema d’Arte e Sottoventi, è stato assegnato il Premio Le Mura d’Oro, una preziosa scultura realizzata dall’artista Antonino Rando. La giuria si è riservata inoltre il conferimento di un Premio Speciale per ciascuna delle due sezioni.
Per il concorso Cinema d’Arte è stato assegnato anche un premio per la menzione speciale del Presidente di Giuria Vittorio Sgarbi.
Quest’anno per la prima volta è stato anche conferito il Premio Speciale Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO: un tributo alla bellezza nella sua completezza e autenticità, intesa come bene da tutelare in tutte le sue forme d’espressione.
Sul palco, Luca Viscardi ha introdotto la serata dando il benvenuto al pubblico e, con un augurio di buon auspicio a tutti i competitori, lo ha accompagnato al tanto atteso momento, con la premiazione dei film vincitori seguita dalla proiezione del rispettivo contributo video.
La serata è cominciata con l’assegnazione del Premio Speciale Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, un progetto nuovo, nato quest’anno dalle sinergie dell’Associazione Festival Internazionale del Cinema e l’UNESCO, con l’intento di portarlo avanti nelle edizioni future. Marco Locatelli, direttore artistico del Festival, ha conferito il premio a “La vita, le piazze, il sogno…” di Luigi Giuliano Ceccarelli, che ha ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: Rai Educational, il Ministero degli Affari Esteri, Giovanni Minoli, la responsabile del progetto Maria Paola Orlandini e la voce narrante l’amico Giorgio Albertazzi. Un documentario che si propone come un’indagine sulle trasformazioni della piazza, luogo di accoglienza, socialità, comunicazione, prendendo il via dalla concezione degli urbanisti italiani per i quali la città ideale raccoglie l’eredità del Foro romano e della Agorà ellenica.
Si è quindi passati al concorso SOTTOVENTI. Il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato da Daniele Belotti, presidente della Commissione Cultura della Regione Lombardia, a “All work” del francese Nicolas Giraud, che entusiasta ha ritirato il riconoscimento. Una trasposizione del lavoro dello scrittore che trae ispirazione dal manoscritto di Jack Torrance, personaggio principale del film “Shining”.
Terzo classificato “Mother, mine” dell’inglese Susan Everett presente alla cerimonia e premiata da Felice Spampatti, Presidente di Turismo Bergamo. Il cortometraggio racconta la disperata ricerca d’amor e materno da parte di una giovane donna tale da divenire una patologia psichica.
Secondo premiato “Face” dell’ungherese Ferenc Cakó in rappresentanza del quale ha ritirato il premio Krisztina Sandor, addetto stampa e cultura del consolato generale della Repubblica d’Ungheria. A premiarla Gualtiero Dapri, responsabile marketing per MINI Lario Bergauto, un marchio quello di MINI sempre vicino al cinema con vere e proprie partecipazioni a film d’autore. Il corto racconta in forma animata l’estenuante ricerca d’identità e quindi di felicità da parte dell’essere umano.
Il Premio Le Mura d’Oro è stato assegnato a “Orange juice” del francese Ronan Moucheboeuf, che si è definito molto felice ed emozionato di ricevere tale riconoscimento essendo il primo che gli viene conferito al di fuori della Francia. Un corto che in maniera sobria ed elegante rappresenta i meccanismi del giallo insieme a una tale meticolosità dei personaggi da rendere appassionante e stupefacente lo svilupparsi della trama. A premiare il regista Fulvio Moneta Caglio, direttore di Lombardia Film Commission.
Per il concorso CINEMA D’ARTE, il Premio Speciale del Presidente di Giuria è stato conferito a “Sipario” di Ottavio Cirio Zanetti, per il tributo affettuoso e dolce ma al tempo stesso tagliente e acuto che il regista ha fatto del mondo dello spettacolo, estremizzando i personaggi e rendendoli vicini agli spettatori. Mario Donizetti ha premiato il regista che ha evidenziato le non poche difficoltà a mettere insieme così tanti personaggi, un lavoro duro ma che ha dato i suoi frutti.
Premio speciale della giuria invece a “Ceci n’est pas une mouche” di Carlos Fraiha N. de A. Barbosa, prodotto tra Inghilterra e Brasile. Il regista ha spiegato che l’onore e l’emozione di ricevere un premio in Italia dal momento che la sua opera prende ispirazione da un quadro dell’italiano Carlo Crivelli. A premiarlo per Fondazione Sestini e SIAD, da sempre attenti ai valori culturali, Roberta Sestini.
Terzo premio a “Nora” di Alla Kovgan e David Hinton, una produzione realizzata tra Stati Uniti, Inghilterra e Mozambico. Ispirato alla storia vera della ballerina Nora Chipaumire, nata in Zimbabwe nel 1965, il film ne racconta la vita tramite la danza e il susseguirsi rapido ed emozionante di suoni e immagini. Un elogio alla danza stessa intesa come sfida fisica e morale lanciata a se stessi.
Secondo classificato “La ballata di un uomo brutto” di Sabina Negri e Dimitris Statiris, un lavoro a sei mani che ripercorre la vita di Carlo Delle Piane. Un racconto in prima persona in cui il protagonista di svela, si apre, si racconta. Un ritratto intimo e mai retorico, reso al pubblico con profondità ed emozionante ironia; un’autobiografia nella sua migliore espressione. Per premiare i due registi, entusiasti dei riconoscimento, Carlo Spinetti, segretario generale della Camera di Commercio di Bergamo, sponsor del Festival sin dalla prima edizione, coautore quindi del successo ottenuto in tutti questi anni.
Primo classificato “Schiaffilife” di Massimo Andrei, la storia di Roxy, giovane artista pop dei giorni nostri che vive a Napoli. L’arte per lei diviene il modo per raccontare la società e la sua città, per descrivere problemi e gravi difficoltà con il sorriso. Luigi Pezone, che ha collaborato alla produzione del film, ha ritirato il premio per conto del regista conferito da Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, grande sostenitore del Festival di cui condivide intenti e valori.
Ha concluso la serata la proiezione del film fuori concorso “Klimt” di Raoul Ruiz, che celebra la figura del pittore austriaco dimostrando gli indissolubili legami esistenti tra cinema e arte.

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