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Militari all’estero la Lega frena

È polemica all’interno della maggioranza di centro destra sulle missioni militari internazionali in Afghanistan, Libano e nei Balcani. «Io li porterei a casa tutti» ha dichiarato Umberto Bossi

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È polemica all’interno della maggioranza di centro destra sulle missioni militari internazionali in Afghanistan, Libano e nei Balcani.
A rinfocolare le proteste questa volta non è stata la sinistra radicale bensì la Lega Nord, il cui leader Umberto Bossi ha pronunciato parole di condanna all’esperienza militare dopo l’attacco subito sabato sera dai nostri soldati: «Io li porterei a casa tutti. La missione costa un sacco di soldi e visti i risultati e i costi bisognerebbe pensarci su». Il commento del Senatur è arrivato a margine della serata per la selezione di Miss Padania. «Secondo me – ha aggiunto Bossi – è necessario spendere il meno possibile anche se è chiaro che in Afghanistan c’è un problema internazionale che non è così semplice da risolvere».
Ma è lo stesso ministro della Difesa Ignazio La Russa a replicare alle parole del leader lombardo: «torneranno indietro quando avranno concluso l’obiettivo della missione». «Se pensassi da papà, come ha pensato Bossi, l’idea di riportare a casa i militari italiani sarebbe il primo sentimento, ma da ministri, come Bossi, sappiamo che i ragazzi della Folgore e delle Forze armate in Afghanistan portano avanti un compito irrinunciabile, imprescindibile e importante».
Intanto in un intervista sul quotidiano La Repubblica il ministro Roberto Calderoli dichiara: «Il Libano e i Balcani intanto lasciamoli. E sull’Afghanistan ragioniamo. E’ sbagliato lasciare prima delle elezioni. Ma la testa alla gente non la cambi con il voto. E poi è la strada giusta? E’ una riflessione di pancia che il paese fa. E in Iraq è stato utile abbattere Saddam? Non era democratico, ma di equilibrio. Forse occorreva un passaggio più graduale, aiutare l’Iraq a liberarsi di Saddam».

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