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L’Atalanta batte il Chievo Primo test superato ai rigori

I nerazzurri vincono il trofeo "Banco Popolare" allo stadio Briamasco di Trento, aggiudicandosi la partita ai rigori per 5-3. I primi 90 minuti erano finiti alla pari, 1-1, dopo i gol di Pellissier per i veronesi e il pareggio di Radovanovic per i nerazzurri. I tabellini.

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Manca quasi un mese all’inizio del campionato, ma qui in Trentino si respira già aria di grande calcio. Una discreta aria per la nuova Atalanta di Angelo Gregucci, che nel trofeo Banco Popolare batte il Chievo Verona ai calci di rigore, dopo l’uno a uno dei tempi regolamentari.
La cosa più positiva, nonostante quanto possa contare in partite come questa, è proprio il risultato. Perché per quanto riguarda la prestazione, i nerazzurri sono apparsi ancora impallati, più sotto il profilo tattico che atletico, con una manovra lenta e poco fluida. Il pareggio comunque (quello maturato nei 90 minuti), sembra essere il risultato più equo, al cospetto di un buon Chievo che passa per primo in vantaggio con una magia del redivivo Pellissier a inizio ripresa. Per raddrizzare il risultato ci vuole un’invenzione del giovane Radovanovic in chiusura di gara.
ATALANTA IN FORMAZIONE TIPO Fatta eccezione per il convalescente Ferreira Pinto (prosegue a grandi passi il suo recupero), Gregucci può presentare in campo la squadra che verosimilmente si vedrà il 23 agosto. Caserta, schierato nell’insolito ruolo di esterno destro, sostituisce proprio il brasiliano, mentre in avanti c’è Acquafresca supportato da Doni. Per il resto la solita Atalanta. Risponde Di Carlo con l’ex Marcolini schierato nel nuovo (ma non troppo) ruolo di regista basso, mentre il gioiello Pellissier al rientro da un infortunio parte dalla panchina.
PARTENZA DIESEL Complice il caldo, che nonostante le montagne che circondano lo stadio si fa sentire in campo, le gambe appesantite dai carichi di lavoro della preparazione, e il primo vero avversario della stagione, l’Atalanta parte col freno a mano tirato. Una buona circolazione di palla si, ma che difficilmente trova sbocchi in avanti quando bisogna pungere. Iniziano meglio i veneti, che con alcune verticalizzazioni tagliano come burro l’intero reparto centrale bergamasco, costringendo ora Manfredini, ora Talamonti, a un paio di recuperi provvidenziali.
LA SFIDA SI ACCENDE Dopo una fase iniziale di studio, il primo brivido del match lo regala il Chievo al 25’, con il colombiano Yepes che inzucca il corner dalla sinistra di Marcolini, ma Consigli risponde con prontezza; Luciano prova la ribattuta da pochi passi, ma spara alle stelle. Rispondono i nerazzurri due minuti più tardi, con Padoin che trova in area la folta chioma di Acquafresca, ma il bomber conclude debolmente a lato. Lo stesso Robert, un minuto dopo, dialoga al limite con Doni, il quale scalda i guanti a Sorrentino con un gran destro a giro che vale il primo corner. L’Atalanta insiste, e al 29’ Guarente pesca in area Manfredini, che apparecchia per l’accorrente Padoin, ma il suo rasoterra a botta sicura è respinto dall’attento Sorrentino. Dopo questo momento di furore, i nerazzurri si placano nuovamente. Almeno fino al 37’ quando Guarente prova il pallonetto dal limite su sponda di Acquafresca: buona l’idea, un po’ meno la mira. A un paio di minuti dall’intervallo, con un numero dei suoi, Doni imbecca Acquafresca che da posizione defilata prova a incrociare, ma la sua conclusione è debole.
CHIEVO IN VANTAGGIO La ripresa si apre con lo stesso canovaccio della prima frazione. Atalanta più brava a far girare palla, Chievo più pericoloso quando decide di attaccare. La girandola di sostituzioni attuata da Di Carlo porta in campo anche Sergio Pellissier, al rientro dopo un leggero infortunio. E all’ariete gialloblù basta una manciata di minuti per timbrare il cartellino: al 9’ su sponda di Bentivoglio, Sergione addomestica palla in area, elude l’intervento di Bianco, e senza pensarci due volte castiga Consigli con diagonale potente e preciso. Al 16’ è ancora Pellissier a seminare zizzania tra i nerazzurri, quando si beve come aperitivi un paio di difensori e carica un destro a giro che termina alto di poco.
LA REAZIONE NERAZZURRA Gli uomini di Gregucci non ci stanno a perdere e provano a rispondere. Al 28’ il nuovo entrato Radovanovic fa le prove generali del gol con un gran missile dalla distanza che Sorrentino disinnesca in corner. Si vede anche Tiribocchi in campo, e al 42’ Tir stoppa palla in area e prova la girata volante, ma senza fortuna. Il pareggio arriva, inaspettatamente, un minuto dopo con Radovanovic che sempre con una bordata da trenta metri questa volta spolvera l’incrocio dei pali alla destra di Sorrentino.
LA LOTTERIA DEGLI UNDICI METRI Si va cosi ai calci di rigore. Decisivi gli errori di Pellissier e Granoche, che regalano ai nerazzurri il primo, seppur di poco valore, trofeo della stagione. Ma c’è ancora da lavorare, e tanto.

Reti: 9’ st Pellissier, 43’ Radovanovic
Rigori: Tiribocchi (gol), Pellisier (parato), Capelli (gol), Granoche (parato), Radovanovic (parato), Bentivoglio (gol), Guarente (gol), De Falco (gol), Valdes (gol)

Atalanta (4-4-1-1): Consigli, Garics (21’st Capelli), Manfredini (21’ st Pellegrino), Talamonti (1’st Bianco), Bellini (21’ Peluso), Caserta (1’st Valdes), Barreto (17’ st Radovanovic), Guarente, Padoin (32’st Madonna), Doni (36’st Tiboni), Acquafresca (17’st Tiribocchi).
All. Gregucci
ChievoVerona (4-3-1-2): Sorrentino (1’st Squizzi), Frey (1’st Antonazzo), Morero (1’st Mandelli), Yepes (1’ st Malagò), Marchese (1’st Riciller), Luciano (1’ st Bentivoglio), Marcolini (1’ st Rigoni), Ariatti (17’st Hanine ), Pinzi(1’st Bentivoglio), Bogdani (1’ st Pellisier), De Paula (1’ st Granoche).
All. Di Carlo
Arbitro: Daniele Orsato di Schio
Note: Ammoniti Pinzi, Manfredini, Malagò, Bianco. 

 

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