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Arrestato falsario, vendeva permessi agli immigrati - BergamoNews
Truffatori

Arrestato falsario, vendeva permessi agli immigrati

La polizia ha smascherato un altro truffatore che speculava sulle speranze degli extracomunitari: è un boliviano 43enne che fabbricava finti nulla osta. In casa gli agenti gli hanno trovato anche finti timbri di due Prefetture.

Dopo il bergamasco che prometteva di accelerare i tempi di concessione dei permessi di soggiorno, la polizia ha smascherato un altro truffatore che speculava sulle speranze degli extracomunitari.
Grazie alla segnalazione di un boliviano, che si era visto chiedere 2500 euro per un nulla osta al lavoro, gli agenti hanno ammanettato A.C.J.A., un suo connazionale 43enne, rivelatosi un autentico falsario di documenti e moduli. La vittima del raggiro aveva bisogno del documento in questione per presentarlo al consolato italiano in patria e ottenere così il diritto a un successivo ingresso regolare in Italia. Per questo si è rivolto al connazionale. Quando però ha sentito puzza d’imbroglio, ha denunciato il tutto alla polizia, che si è appostata per assistere all’appuntamento fissato per venerdì pomeriggio in via Palma il Vecchio.
All’incontro con il boliviano clandestino si è presentato un emissario del falsario, un 24enne bergamasco. Il ragazzo ha consegnato i documenti al boliviano, ricevendo una busta contenente mille euro. A quel punto sono sbucati i poliziotti, che hanno portato in Questura il giovane. Poi si sono recati nell’abitazione del falsario, in via Alberico da Rosciate, dove hanno trovato vari documenti falsi, tra cui sette pratiche già pronte destinate a sei cittadini del Bangladesh e a un indiano. La clientela del personaggio, che effettuava lavori a regola d’arte, era evidentemente vasta e multietnica. In casa, gli agenti gli hanno trovato anche due timbri in gomma praticamente identici a quelli della Prefettura di Genova e Pescara: gli originali sono realizzati in ferro, ma l’impronta sul foglio risultava uguale. Il boliviano 43enne è stato arrestato con l’accusa di truffa, falso materiale e contraffazione di pubblici sigilli. Denunciato a piede libero per gli stessi reati in concorso il suo "fattorino" bergamasco. Per quanto riguarda il boliviano clandestino, la Questura sta valutando la sua posizione: si terrà comunque conto della collaborazione resa agli agenti.

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