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Di rientro dall’Afghanistan i militari della “Ugo Mara”

Dopo 7 mesi nella missione Isaf possono tornare a casa gli uomini e le donne partiti a gennaio

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Dopo circa sette mesi di impiego continuativo in Afghanistan, si è conclusa la missione presso il Comando della missione ISAF a Kabul per i militari del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), di stanza presso la Caserma "Ugo Mara" di Solbiate Olona e comandato dal Generale Gian Marco Chiarini. L’aliquota principale del personale della Mara, italiano ed estero appartenente a ciascuno degli altri 14 contingenti stranieri presenti a Solbiate, è rientrato stamane a bordo di un volo militare atterrato all’aeroporto di Malpensa, in pochi giorni verrà completato il rientro.

Lo scorso gennaio i militari italiani e stranieri del Comando di Reazione Rapida Italiano avevano sostituito il personale del Comando NATO "gemello" turco (NRDC-TUR) con sede ad Istanbul, costituendo il nucleo principale del Comando della missione ISAF, che ha giurisdizione su tutte le operazioni NATO in Afghanistan. Tutto il personale messo a disposizione dal NRDC-ITA (Ufficiali, Sottufficiali e militari di Truppa) prima dell’impiego ha seguito uno specifico programma addestrativo al fine di mantenere ed incrementare le capacità operative individuali e per rafforzare e specializzare il lavoro di "team" e di staff.

Si è trattato di un impegno lungo e difficile che ha visto ISAF affrontare con decisione la minaccia talebana ed estendere con tenacia l’area effettivamente controllata dalla NATO e dalle Forze Armate afghane. Il personale di NRDC ha dovuto quindi operare nella gestione di complesse attività militari, con un grado di attrito spesso crescente. I numerosi eventi di confronti armati, e le perdite che la NATO ha sofferto, testimoniano la gravosità e la durezza del compito, non vanno però sottaciuti i risultati ottenuti in termini di accresciuta capacità operativa delle forze afghane, sia armate che di Polizia, ed in termini di aiuto alla popolazione civile da parte dei PRT (Provincial Reconstruction Team), uno dei quali a guida italiana

Secondo il Colonnello Guzstav Varjiu, dell’Ufficio Cooperazione Civile Militare, tra i primi ufficiali a rientrare, "il periodo in missione, benchè duro a causa delle incessanti attività operative da coordinare e dirigere, è stato tra i più professionalmente gratificanti. Il continuo apprezzamento che il personale del NRDC-ITA ha ricevuto sia dai colleghi di altre forze armate o Comandi presenti in sede sia dalla comunità locale ci ha motivato per affrontare sempre a testa alta ogni difficoltà".

Il Maresciallo Antonio Crisci ha commentato con un comprensibile e condivisibile «sono lieto di rientrare in famiglia, la permanenza di sei mesi fuori dal tessuto familiare ti fa apprezzare ancora di piu’ i valori della famiglia e comprendere lo sforzo che coloro che rimangono a casa compiono per favorire la nostra serenità quando impegnati in difficili missioni militari». «La lontananza dagli affetti familiari si è fatta sentire molto, ma la consapevolezza di poter dare il mio contributo al ristabilimento dell’ordine in Afghanistan mi ha spronato a fare sempre del mio megli», ha dichiarato il 1° Caporal Maggiore Luana Maggio, una delle 10 donne del Comando di Solbiate impiegate nella missione.

"La missione appena conclusa dal NRDC-ITA ha dimostrato l’alta professionalità raggiunta dal personale impiegato" – ha dichiarato il Generale Chiarini – "La perfetta integrazione con la realtà locale ed il lavoro di team condotto in un contesto multinazionale sono il frutto di un addestramento duro e continuo condotto in sede. Grazie al lavoro di queste donne e di questi uomini si può dire che si è aggiunto un tassello nel garantire la sicurezza e la stabilità in Afghanistan".

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