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Valigetta esplosiva, per Legambiente “fatto preoccupante”

Si indaga sul ritrovamento dell'ordigno in un campo di Treviglio. La bomba era rudimentale, ma con un buon potenziale esplosivo: sarà analizzata dagli esperti di Milano. Legambiente: "Inquietante coincidenza con le parole di Pirovano su mafia e BreBeMi: sembra una minaccia alle istituzioni".

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Uno strano e inquietante episodio, quello del ritrovamento dell’ordigno in un campo di Treviglio. Chi lo ha costruito lo ha fatto con il preciso intento di far danni. La bomba era sì rudimentale, ma con un buon potenziale esplosivo. Se attivata (mancava il meccanismo d’innesto), avrebbe fatto un bel botto.
Dopo averla rimossa nel pomeriggio di mercoledì, gli artificieri provvederanno a inviare la valigetta a Milano per analisi approfondite. Dentro l’involucro di plastica, di quelli che servono a contenere i trapani, c’erano due bottigliette, una con un liquido infiammabile e una contenente una polvere biancastra e granulosa dall’odore acre. Bisognerà capire di che si tratta, anche per valutarne a fondo l’effettiva pericolosità.
Quel che pare certo è che chi l’ha confezionata non l’ha fatto certamente per compiere una bravata.
Gli investigatori hanno infatti preso sul serio la vicenda e la stanno valutando con attenzione. In attesa delle analisi, il commissariato di Treviglio tenterà di ricostruire il percorso che ha portato la bomba artigianale fino al campo a lato di via Negri. Chiunque l’avesse in suo possesso, ha pensato di abbandonarla: la valigetta era nascosta tra le piante di granoturco, a pochi metri dalla strada. Pare escluso il gesto dimostrativo, anche perché nelle vicinanze non ci sono obiettivi sensibili. La ditta Farchemia dista diverse centinaia di metri, è altamente improbabile che abbia qualcosa a che fare con l’oscuro episodio.
Forse l’ordigno doveva essere usato contro qualcosa o qualcuno, ma all’ultimo momento il suo possessore (o i suoi possessori) deve aver desistito, per poi liberarsene. La valigetta e il suo contenuto non erano comunque in buono stato, segno che è stata confezionata in tempi non recentissimi. Forse è stata proprio la fuoriuscita del liquido a convincere gli ignoti bombaroli a disfarsi dell’ingombrante bagaglio, una volta resisi conto che non era più utilizzabile.
Inquietante la coincidenza con l’inaugurazione della BreBeMi e con le parole usate da Pirovano, che aveva messo in guardia dalle possibili mire mafiose sulla grande opera, che guarda caso attraverserà anche il territorio di Treviglio. A sottolinearlo ci pensa Legambiente: "E’ un fatto preoccupante che rimanda alle dichiarazioni del Presidente della Provincia sulle infiltrazioni della malavita organizzata nel territorio – commenta Patrizio Dolcini – Questo ordigno inesploso sembra un messaggio minatorio per le istituzioni più che una provocazione di qualche imitatore nostrano dei black blok .. "

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