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Madonna: sono tornato, ma niente confronti con mio padre

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“Sull’ambiente avevo pochi dubbi, lo conosco fin da ragazzo. Ma pochi giorni sono bastati per fugarli tutti e acclimatarmi con il gruppo. Sono bravi ragazzi, prima che campioni: mi hanno facilitato quello che considero un vero e proprio ritorno a casa mia”.
I quattro anni di gavetta trascorsi lontano dall’Atalanta, società in cui è cresciuto, a Nicola Madonna devono essere sembrati un’eternità. Stagioni di alti e bassi – più qualche incontro ravvicinato di troppo con il bisturi – quelle in maglia AlbinoLeffe, per il ventitreenne esterno di Alzano Lombardo: 84 presenze e 9 reti, 6 delle quali nell’ultimo campionato di B. Un anno in cui ha dovuto dribblare più polemiche che avversari, visto che ad allenarlo c’era il famoso papà Armando. Un altro con un importante passato nerazzurro alle spalle, nonostante con la Dea abbia giocato solo un biennio da titolare, tra molta Piacenza e poca Lazio. Stessa maglia numero 7, ruolo pressoché identico: il confronto con l’illustre genitore è inevitabile. “Ormai sono anni che come minimo mi danno del raccomandato, ma nemmeno il paragone mi spaventa – chiarisce Nick -. Tra maldicenze e chiacchiere, sembra quasi che lui ed io siamo un’entità indistinta. Invece devo pensare a fare la mia carriera e a coltivare le mie ambizioni: del resto la trafila nelle giovanili dell’Atalanta e i quattro anni in B con la Celeste sono già un curriculum di tutto rispetto. Ora crescere e confermarmi spetta solo a me, non vengo per fare la comparsa”.
Circa il suo ruolo nell’Atalanta uscita profondamente rinnovata da una campagna acquisti più favorevole del previsto, l’ala destra seriana – arrivata in comproprietà alla corte di Zingonia in cambio del 50% di Bergamelli e Cia – ha le idee piuttosto chiare: “Sono un esterno, posso giocare alto o basso: nel mio palmares c’è anche una stagione intera da terzino, ai tempi della Primavera. Cercherò di ritagliarmi uno spazio in una rosa di alto livello: la campagna acquisti ha portato a Bergamo nomi importanti. La fascia destra è il regno di Ferreira Pinto, che però adesso è ancora convalescente (operato ai legamenti del ginocchio a fine maggio, ndr): qualche chance l’avrò”. E gli obiettivi per il campionato? “Meglio volare basso e puntare alla salvezza, anche se mi rendo conto che con la rosa che abbiamo potremmo permetterci molto di più. A noi bergamaschi piace lavorare, stare con i piedi per terra e guadagnarci i risultati strada facendo. Alla fine potremo essere una bella sorpresa”. Ennesimo riconoscimento, infine, all’AlbinoLeffe che lo ha coccolato completandone lo svezzamento tecnico: “Un ambiente cento volte meno pressante e con molto meno interesse intorno, ma si è rivelato ideale per diventare un giocatore vero – chiude Madonna Jr. -. Con quella maglia ho anche sfiorato la promozione in A. Un sogno che ora si realizza in nerazzurro”.

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