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Sonzogni: il successo di un gioco di squadra

L'architetto Felice Sonzogni, che per dieci anni ?? stato assessore in Provincia e ha seguito passo passo la nascita e l'evoluzione del progetto Brebemi, interviene e ricorda come ?? stato imbastito il percorso che ha portato alla posa della prima pietra.

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L’architetto Felice Sonzogni, che per dieci anni è stato assessore in Provincia e ha seguito passo passo la nascita e l’evoluzione del progetto Brebemi, interviene e ricorda come è stato imbastito il percorso che ha portato alla posa della prima pietra. 

Sul piano personale vivo questo momento, la posa della prima pietra della Brebemi con grande soddisfazione: un’opera che in certi momenti sembrava destinata a fermarsi e che invece si avvia concretizzando uno degli obiettivi di mandato che ci eravamo dati dieci anni fa quando sono entrrato in Giunta in Provincia di Bergamo per occuparmi proprio di infrastrutture. 
Questo è il successo di un “gioco di squadra”: ognuno ha fatto la sua parte e da oggi gli sforzi si dovranno concentrare sulla realizzazione nei tempi programmati. Per conto dell’istituzione Provincia ho cercato di svolgere al meglio delle mie capacità il ruolo che mi era stato assegnato, ora tocca ad altri proseguire, faccio loro i miei migliori auguri di buon lavoro. L’opera si avvia a realizzazione, ma non dimentichiamo che l’obiettivo è di consegnare ai cittadini queste infrastrutture per migliorarne la mobilità e le prospettive di lavoro. In un momento di difficoltà questo serve a guardare con più fiducia verso il futuro.
Intanto però torno un attimo al passato, alla nascita di Brebemi. Nell’autunno 1999 in qualità di assessore alle grandi infrastrutture incontrai il ministro Nerio Nesi. Nella ricognizione per le opere programmate nella Bergamasca mi comunicò che “stante le difficoltà finanziarie di Anas, la progettata variante alla Statale 11, già avviata in territorio bresciano, non avrebbe trovato copertura nei successivi programmi di finanziamento".
Fatte le dovute verifiche sui flussi di traffico venne costituita, su iniziativa delle Camere di Commercio e delle Provincie territorialmente coinvolte, la società Bre.Be.Mi.
Che è nata dunque per volontà degli enti locali mantenendo lo stesso tracciato già concordato con i Comuni come variante alla Statale 11. Quindi assume le caratteristiche autostradali in una logica di sistema che, con Pedemontana, A4 e Interconnessione, si pone l’obiettivo di costruire una parte del corridoio europeo est-ovest che interessa tutto il nord Italia e realizzare una nuova viabilità locale per risolvere la storica congestione dei centri abitati dovuti ai rilevanti traffici di attraversamento con grande danno per l’ambiente e la sicurezza.
Enti locali dunque, ma col sostegno di vari Governi e della Regione Lombardia
. I Governi Berlusconi con il ministro Lunardi, Prodi con Di Pietro, e ora Berlusconi con Matteoli hanno sostenuto l’iniziativa. Più volte ho segnalato con forza l’assoluta inadeguatezza delle procedure per la realizzazione delle infrastrutture, ma prendiamo atto che siamo finalmente all’avvio delle realizzazioni.
Determinante è stata l’azione della Regione Lombardia con il presidente Formigoni e l’assessore Cattaneo in particolare su tre aspetti che sono risultati vincenti:
• la sottoscrizione dell’accordo di programma che fissa tempi di realizzazione.
• la costituzione di CAL (società al 50% di Regione Lombardia e 50% di ANAS) che ha ridotto i tempi per la definizione del progetto e l’avvio dei lavori
• la costituzione del “collegio di vigilanza” che impegna ognuno dei soggetti coinvolti a collaborare per la sua realizzazione.
Anche con i Comuni il rapporto è stato positivo e collaborativo. L’autostrada è per il 50% del suo intero sviluppo sul territorio bergamasco. Il nostro consenso è stato fondamentale per il successo dell’intero progetto. Consapevoli della valenza sia locale che nazionale la Provincia ed i Comuni, insieme, hanno chiesto qualità nella progettazione e realizzazione dell’opera con particolare riferimento a:
• Salvaguardia delle attività agricole esistenti.
• Integrazioni progettuale della ferrovia di AV/AC Treviglio-Brescia (che si sviluppa in affiancamento dell’autostrada).
• Maggiore attenzione agli elementi costruttivi che caratterizzano l’opera: ponti, viadotti sovrappassi, sottopassi, barriere fonoassorbenti
Chi percorrerà la Brebemi dovrà percepire in modo positivo il paesaggio che attraversa e chi vive nei luoghi interessati non dovrà percepire l’autostrada come elemento di cesura del territorio.
Dopo anni finalmente si parte. E sarà anche una opportunità di lavoro per le imprese bergamasche, infatti sino a qualche tempo fa dicevamo che “fare le infrastrutture costa, non farle costerebbe molto di più”, riferendoci ai risparmi di tempo negli spostamenti ed al bilancio ambientale per la riduzione degli inquinamenti, oggi questa affermazione assume un ulteriore valore proprio per il risvolto economico ed occupazionale. Per il rilancio dell’economia molti auspicano la realizzazione delle grandi opere: questa è una delle più rilevanti e auspico che le imprese bergamasche possano intercettare questa grande opportunità di lavoro e occupazione nei prossimi anni. 

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