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Spugne rosse nei campi, il mistero della Basella fotogallery

Lo strano materiale si pu?? notare in un terreno della Basella. Potrebbe trattarsi di una sostanza utilizzata per imbottire i sedili delle auto e smaltita illecitamente. Legambiente in campo: gi?? consegnato un esposto alla polizia locale, pronta la segnalazione ai carabinieri del Noe.

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A prima vista sembra un semplice campo coltivato e tagliato di fresco nella campagna della Basella di Urgnano, a fianco del sentiero dell’Urgnana. Ma a guardare bene, nel terreno si nota qualcosa di strano. Tra terriccio e pietrisco spuntano delle macchie rosse che di naturale non hanno nulla. Sembra trattarsi di frammenti di una strana stoffa, ma la consistenza ricorda anche quella della classica spugnetta che si usa per lavare i piatti. Perché si trovino lì è un mistero: di sicuro non sono spuntati dal suolo, qualcuno li ha sparsi per liberarsene. Si chiama smaltimento illegale di rifiuti. Un business sempre più redditizio, anche e soprattutto nella civile e iperindustrializzata Lombardia. Sbarazzarsi in modo pulito delle proprie scorie costa, dunque qualcuno preferisce gettarle dove capita.
Secondo Patrizio Dolcini, del direttivo regionale di Legambiente, "potrebbe trattarsi di un materiale di scarto utilizzato per l’imbottitura dei sedili delle automobili", che già in altri casi e in altri luoghi è stato sparpagliato tra i campi. Il circolo Agorà di Legambiente ha già consegnato un esposto alla Polizia locale di Urgnano, che ha già prelevato un campione del terreno per sottoporlo ad esami. Legambiente Lombardia invierà una segnalazione anche al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Brescia.
A quanto pare, a Urgnano ci sono altri terreni infestati dalla strana stoffa, che oltretutto a contatto con la pelle provoca un leggero prurito. Non è escluso che nel materiale ci siano tracce di Pcb (policlorobifenili), utilizzati in maniera massiccia nell’industria fino agli anni settanta, quando emerse la loro tossicità.
Dopo i liquami sparsi negli anni scorsi, si apre dunque un nuovo capitolo nella poco edificante storia dell’inquinamento della Bassa. Alla Basella, in particolare, c’è poco da stare allegri. Qualche abitante parla di rogge che si tingono improvvisamente di rosso, di strane puzze nell’aria e via dicendo. Ma a parlare di veleni si rischia di passare per untori, quindi il più delle volte, dopo aver protestato un po’, ci si rassegna al silenzio. Nel frattempo l’ambiente diventa sempre più sporco, come molte coscienze.

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Commenti

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  1. Scritto da Giovanna

    Sono una neo mamma e mi scandalizzo nel leggere queste cose.
    Sono inceppata in questo artcolo per caso, scrivendo sul motore di ricerca la parola “Basella”.
    Volevo ccomprare casa in questa località, ma dopo quello che ho letto, in accordo con mio marito abbiamo cambiato idea.
    Ma alla fine si è saputo di che razza di materiale si tratta, ed è nocivo per l’uomo??
    Ho paura per la nostra salute e per quella del bambino che ho in grembo.Mamma mia, che mondo malato, e non bisogna andare chissà dove..

  2. Scritto da Matteo

    Mi scandalizzo per questo articolo scoperto così per caso.
    Io sono un abitante di Urgnano e conosco bene la mia campagna, anzi quello che rimane.
    E’ verissimo che ci sono queste strane “spugne” mischiate nei terreni, soprattutto nei campi lungo il senter de l’orgnana che porta a Basella, e non solo.
    Mi chiedo come sia andata a finire questa faccenda, e se il comune di Urgnano sia intervenuto con i proprietari di questi campi coltivati.
    Si saprà di cosa si tratta?
    E’ sempre peggio ogni anno…

  3. Scritto da loris

    mi rivolgo a linus:è mai possibile che ci sia gente come te che dice delle scemenze così di bassa lega?ma secondo te si tratta di lana??? e che senso ha tirare in ballo i verdi e pecoraro scanio?lascialo dove sta’;è palese che sei il solito ottuso fanatico politicante che non sa un c… di quello che dice e spara a zero cogliendo l’occasione per parlare di ciò che non sa.vai a informarti su cosa sono i policlorobifenili, poi ne riparliamo.

  4. Scritto da IMBERTI LUCA

    http://it.wikipedia.org/wiki/Policlorobifenili
    PREGO LEGGASI COSA E’ QUESTA SOSTANZA

  5. Scritto da davide urgano

    mi dispiace linus, ma questi non sono scarti di lana e cotone, magari lo fossero! è materiale non biodegradabile, lo dimostra il fatto che alcuni campi ne sono infestati da anni e questo materiale è ancora lì.
    ti invito a fare un giro nei campi coltivati della mia zona e vedrai con i tuoi occhi.non mettiamola sul politico sempre..le malattie che si prendono a causa dell’inquinamento, non hanno colore politico e non guardano in faccia a nessuno!

  6. Scritto da linus

    purtroppo questi sono scarti della lavorazione del cotone e della lana, regolarmente autorizzati all’utilizzo in agricoltura… probabilmente da quel ex ministro dei verdi “Pecoraro Scanio” che oggi è indagato

  7. Scritto da parva2

    Quello che conta che avranno concimato e arato gratis poi tutto va bene

  8. Scritto da davide urgano

    altro bellissimo articolo di marco birolini. purtroppo mi rammarico del fatto che moltissime persone di urgnano e basella sanno di questi campi, che sono parecchi ve lo assicuro, eppure nonostante questo se ne fregano e se ne lavano le mani.peccato che l’acqua con la quale cuciniamo, ci laviamo e ci prepariamo il caffè, finisce con il contenere parte di questi inquinanti, e idem i prodotti coltivati in questi terreni..purtroppo il comune non farà nulla, come non ha mai fatto nulla da 50 anni….

  9. Scritto da www.cafenero.ilcannocchiale.it

    E il parco Serio che fa? ci sono decine di scarichi abusivi nel Serio, per non parlare poi di cave male occultate fatte passare per “guadi” ma ovviamente il parco Serio si premura d’altro.
    .www.cafenero.ilcannocchiale.it

  10. Scritto da Pergamo

    Pike(1) da che pulpito? Stai cambiando schieramento?

  11. Scritto da inquinator

    caspita che scoop. banalissimi pezzi di stoffa sotterrati in un campo della Basella. peggio che a Chernobil. Fortuna che si è mossaLegambiente con un esposto che ha mobilitato nientemeno che i carabinieri. Ora sì che posso dormire tranquillo.