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I bergamaschi e la luna: ricordi di quel 20 luglio 1969 fotogallery

Cosa facevano quel giorno alcuni personaggi orobici? Giulio Bosetti: "Mano nella mano mi meravigliavo insieme a una ragazza fantastica che poi si ?? legata me per i successivi quarant'anni". Felice Gimondi: "Ero al Tour , a inseguire la maglia gialla. Gialla come la luna".

E la luna bussò… alle porte della vita di Giulio Bosetti, attore, regista e oggi direttore del teatro Carcano. Bussò proprio quarant’anni orsono, quel fatidico 20 luglio 1969. Bussò e non se ne andò più. Così il bergamasco Bosetti (nella foto a destra) ricorda l’evento, ricorda come visse l’evento: "Mano nella mano a guardare la tv e a meravigliarmi insieme a una ragazza fantastica che poi si è legata me per i successivi quarant’anni". Bosetti torna indietro con la memoria e si sintonizza su quel periodo lontano ma ancora vivissimo: "Il mio matrimonio era andato in crisi, mi ero separato. E ho incontrato Marina Bonfigli. Da allora, complice la luna, non l’ho più lasciata":
Giulio Bosetti è solo uno dei bergamaschi che ama ritornare con la mente a quella data fatidica. La luna, si sa, nell’immaginario collettivo è mistero, segno del destino, presenza che influenza umori e vissuti. E il piccolo passo fatto dall’uomo, grande passo per l’umanità che sognava di conquistare il cielo, è un momento indelebile che in tanti hanno ben impresso nella loro memoria. Memoria in cui c’è la tv naturalmente, visto che tutti erano appiccicati allo schermo, in genere collettivo perché ancora non in tutte le famiglie c’era il televisore. Così è stato per Gianluigi Trovesi (foto a sinistra), jazzista e compositore di gran talento: "Eravamo andati da una zia che aveva la tv, noi non l’avevamo. Eravamo increduli, con gli occhi sgranati e mi ricordo che continuavamo a  ripetere l’uno all’altro: ‘Se ci fosse ancora la nonna, che era morta da poco, chissà cosa avrebbe detto nel vedere l’uomo sulla luna’".
Si trovava in Francia quel giorno, impegnato sulle strade del Tour, e fra una tappa e l’altra, anche il ciclista bergamasco Felice Gimondi (foto sotto a destra) ricorda quella storica data: "Stavo inseguendo la fatidica maglia gialla in quel momento. Gialla come quella luna che senza dubbio rappresentò una conquista importante all’epoca. Armstrong evidentemente deve essere un cognome vincente, perchè come Neil quel giorno mise per primo il piede sulla luna di fronte al mondo intero, qualche anno dopo un suo omonimo, Lance, conquistò ben sette Tour de France consecutivi".
"Sembrava di assistere a un film da fantascienza, talmente era grande l’emozione del momento". Sono le parole di Mario Bertini, centrocampista che militò anche nell’Inter negli anni ’70. "Mi trovavo in un ristorante insieme a un sacco di gente, perchè come oggi non tutti hanno Sky ed escono per seguire le partite di calcio, allora non tutti avevano la tv". Qualche anno dopo, nel 1971, Bertini incise anche un disco dal titolo "Inter spaziale". Probabilmente prendendo spunto anche da quel 20 luglio.    
Nemmeno il presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano può cancellare quel momento: "Ho passato tutta la serata e la notte con il mio amico Luigi Venturati di Caravaggio a guardare e ad ascoltare Tito Stagno. All’alba siamo usciti per strada e abbiamo incontrato un altro amico, Emilio Bonomi. Lui aveva tascinato a casa sua uno spazzino e insieme hanno stappato una bottigloia di champagne che Bonomi custodisce ancora gelosamente".
E il sindaco di Bergamo Franco Tentorio, che aveva 25 anni allora, da poco laureato e in procinto di entrare in Consiglio comunale, ha in mente la scena vissuta a casa, con la famiglai riunita: "Quell’immagine sullo schermo… che emozione".
Di emozione parla anche Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista delle donne, già europarlamentare: "Un’emozione fortissima, come quella che avevo provato quando lo Sputnik e la cagnetta Laika viaggiarono nello spazio. Erano i sogni di bimbetta che diventavano realtà, quei sogni che confidavo alla maestra quando raccontavo ‘magari noi pensiamo che ci sia qualcun altro nell’universo e qualcun altro nell’universo pensa la stessa cosa’. La maestra mi guardava con tenerezza e simpatia. E poi… l’universo ci è venuto incontro". 

Commenti

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  1. Scritto da Francesco

    Non ne sono certo, forse però quella notte ho concepito mio figlio. la televisione era spenta

  2. Scritto da fabio

    Io ero piccolo, avevo otto anni ed ero al mare, a Rimini: ma mi ricordo bene la folla davanti all’unico televisore e l’emozione di tutti, grandi e piccini. E’ uno dei primi ricordi della mia vita

  3. Scritto da silvano

    avevo 15 anni allora la mia famiglia 7 componenti si faceva tutto il mese di luglio a Misano Adriatico quel giorno, anzi gia dalla notte tutti al bar a vedere il televisore, oggi purtroppo resta il bel ricordo dello sbarco sulla luna, dei primi amori estivi e delle LUNGHE VACANZE……

  4. Scritto da 88

    ero piccolo
    avevo 7 anni
    mi emozionai
    diventando grande mi son reso conto che mi han preso x il c…
    visto che, per leggi fisiche una bandiera sulla luna non può sventolare

  5. Scritto da enzo

    la luna fu una suggestione tremenda; ma ricordo che lo stabilimento della dalmine era occupato da diversi giorni e si fece una marcia ” su bergamo” a cui aderirono molti studenti ( tra cui io).