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Parte la Carovana delle Alpi

Si mettono in moto, anche quest'estate, le proposte di trekking e viaggi di Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente per la tutela e valorizzazione della più grande catena montuosa europea

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Si mettono in moto, anche quest’estate, le proposte di trekking e viaggi di conoscenza della edizione 2009 di Carovana delle Alpi, la campagna nazionale di Legambiente per la tutela e valorizzazione della più grande catena montuosa europea.

I circoli lombardi dell’associazione hanno organizzato per questo fine settimana due iniziative, quale assaggio di quello che sarà il fitto calendario di appuntamenti che animerà l’arco alpino, dal Friuli alla Liguria, fino al prossimo autunno. Questo week-end le iniziative toccheranno i due maggiori fondovalle lombardi, quello valtellinese e quello camuno.

E’ partito stamane (18 luglio 2009) il trekking Lovere – Borno, una due giorni organizzata dai circoli Legambiente della Valle Camonica e dell’Alto Sebino, che partendo dal lago d’Iseo percorrerà a piedi il fondovalle camuno fino a Darfo Boario Terme per raggiungere nel pomeriggio di domenica Borno, stazione turistica dell’Altopiano del Sole, sede del primo progetto di Legambiente Turismo in Lombardia. Un connubio tra lago e montagna che esalta le risorse del territorio e ne coglie tutte le opportunità.

L’idea di un trekking che collega il lago alla montagna era cara alla bornese Diana Zanaglio, ambientalista e imprenditrice ‘pioniera’ del turismo sostenibile in Valle Camonica, che ci ha lasciato questo inverno: grazie alla sua passione per la valle, il territorio e il suo patrimonio culturale, e alla sua energia, altri hanno seguito il suo esempio ed ora sia in Valle Camonica che sulle sponde del Sebino i turisti possono scegliere strutture ricettive che dichiarano di perseguire impegni per la riduzione del loro impatto ambientale: sono le strutture associate a Legambiente Turismo.

Il trekking di oggi è un omaggio a Diana, ma anche un segnale lanciato agli amministratori, affinchè assicurino maggiore cura alla tutela del territorio, a partire dalla prossima e urgente scadenza imposta dal ‘Piano Casa’ della Regione Lombardia: “Se i sindaci non metteranno sotto tutela i loro paesaggi più preziosi entro il prossimo 15 ottobre, poi sarà tardi per correre ai ripari: potremmo veder sorgere di tutto, con demolizioni e ampliamenti sregolati di palazzi e capannoni: per questo è urgente che gli amministratori di Sebino e Valle Camonica si mettano al lavoro subito, nonostante la pausa estiva, per tutelare i centri storici, le malghe e le borgate in quota, così come le fasce fluviali e lacustri”: è l’appello lanciato da Legambiente con le altre associazioni ambientaliste lombarde.

A diventare vittime del ‘piano casa’ saranno in primo luogo i grandi fondovalle: ambienti di enorme importanza ambientale per la presenza di fiumi e aree umide, per l’agricoltura che ancora vi si pratica e perchè sono la fascia in cui si concentrano popolazione, servizi e imprese. Purtroppo le sponde del Sebino e, soprattutto, la piana della Bassa Valcamonica hanno subito una forte aggressione da parte del cemento; nonostante ciò anche questo territorio, così denso di valori culturali, può accogliere ospiti con proposte di turismo rurale legato a trekking e viaggi in bicicletta, come già oggi avviene lungo i fiumi delle Alpi Orientali, dall’Adige alla Drava.

Mentre in Valle Camonica si procederà a piedi, un’altra iniziativa da segnalare è il ciclotrekking che domenica 19 vedrà impegnati gli ambientalisti lariani del circolo di Lecco, che percorrerano l’intero fondovalle valtellinese da Colico a Tirano lungo la ciclovia del Sentiero Valtellina, che si snoda lungo l’Adda e tocca alcuni dei centri più interessanti della bassa e media valle, dipanandosi in un territorio che conserva ancora angoli intatti capaci di offrire al visitatore sensazione forti. Il Sentiero Valtellina rappresenta un ottimo esempio di valorizzazione, un progetto di mobilità sostenibile da mostrare orgogliosi. Purtroppo il percorso non può fare a meno di confrontarsi con i troppi ecomostri disseminati in un fondovalle in cui capannoni sono cresciuti come funghi, ed ora a peggiorare il quadro si aggiune la nuova Statale 38, una strada a quattro corsie in sopraelevata, un vero pugno nello stomaco per quanti in questi anni hanno apprezzato il fascino del paesaggio agricolo della Bassa Valtellina: una palese discrasia circa il modello di sviluppo che questo territorio ha deciso di adottare.
 
“Con Carovana delle Alpi vogliamo parlare dell’intero territorio alpino, non solo di quello delle cartoline di cime e ghiacciai – dichiara Eleonora Mercuri, coordinatrice lombarda di Legambiente Turismo. La riscoperta dei fondovalle alpini, così come la scelta di percorsi meno noti, è fondamentale per un’azione di tutela consapevole dello spazio alpino quale quella suggerita dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Alpi. Nei fondovalle si concentrano traffico pesante, industria, degrado e non sempre se ne colgono le potenzialità turistiche e sociali, strettamente connesse a quelle montagne verso cui insistentemente rivolgiamo la nostra attenzione. Ripartiamo quindi dal basso con progetti di rivalorizzazione dei luoghi alla portata di tutti.”

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