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Presidio contro il pacchetto sicurezza

“No al pacchetto sicurezza!” sarà la parola d’ordine del presidio di protesta che la “Rete 28 marzo” (a cui aderisce anche la CGIL) ha organizzato per venerdì prossimo, 17 luglio, dalle 17 in piazza Vittorio Veneto di Bergamo.

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“No al pacchetto sicurezza!” sarà la parola d’ordine del presidio di protesta che la “Rete 28 marzo” (a cui aderisce anche la CGIL) ha organizzato per venerdì prossimo, 17 luglio, dalle 17 in piazza Vittorio Veneto di Bergamo. “È nostro dovere respingere e dire no al reato di clandestinità, al prolungamento dei tempi di detenzione nei centri di identificazione ed espulsione, alle ronde, alle tasse sui permessi di soggiorno e sulla cittadinanza, al permesso a punti, all’uso discriminatorio dell’idoneità alloggiativa per l’iscrizione anagrafica” si legge sul volantino che annuncia il presidio.
Le richieste che si leveranno dalla piazza sono condivise da tutti i soggetti che compongono la Rete: l’assistenza sanitaria garantita per tutti i migranti; la possibilità di riconoscere i figli per tutti i genitori; l’iscrizione anagrafica per tutti i bambini; la semplificazione del rinnovo e del rilascio del permesso di soggiorno; il prolungamento dei permessi di soggiorno per attesa occupazione; il decentramento nei Comuni per le pratiche amministrative relative ai permessi di soggiorno.
Porteranno le loro testimonianze i diretti protagonisti di molte delle misure contenute nel pacchetto Sicurezza: un “ex clandestino”, un anziano con la sua badante, un medico, un insegnante, un “richiedente asilo”, un religioso, una famiglia e un ragazzo di “seconda generazione”.
La “Rete 28 marzo” è composta da privati cittadini, associazioni di immigrati, associazioni che operano quotidianamente nel mondo degli stranieri, sindacati e partiti politici.
La data che le dà nome alla rete, il 28 marzo, si riferisce al giorno della grande manifestazione (circa 2mila persone) che ha attraversato le vie di Bergamo e che si è conclusa con l’incontro di una delegazione con il Prefetto vicario Lucio Marotta. Durante il confronto, si è stabilito di organizzare un Tavolo Tecnico con il dirigente dell’area immigrazione della Prefettura e col dirigente dell’ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo. Questo tavolo Tecnico si è riunito per la prima volta il 2 aprile e poi, ancora, il 16 maggio.
La “Rete 28 marzo” si incontra tutt’ora periodicamente per promuovere iniziative legate all’integrazione, informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto al fenomeno delle migrazioni a Bergamo.

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Commenti

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  1. Scritto da marilena

    La cgil sta coi padroni con le ville blindate: ti riferisci per caso a berlusconi?

  2. Scritto da a.r.

    Ma invece di fare queste manifestazioni inutili, guardatevi un pò in giro e capirete il perchè è necessario il pacchetto sicurezza!

  3. Scritto da A.Z. 92

    Certo,è meglio la criminalità dei clandestini dei cuttadini onesti.CGIL non sta con i lavoratori,ma coi padroni con guardie del cordp e mega ville blindate e aiuta i clandestini e glòi immigrati contro noi bergamaschi giovani che rischiamo la pelle la sera grazie agli ubriachi clandestini senza patente ma in giro in macchina, contro i quali nessuno fa niente.Sicuramente non farò la tessera CGIL se mai troverò lavoro. Loro preferiscono gli extracomunitari a lavorare e discriminano noi.

  4. Scritto da berghem

    Se la CGIL e la sinistra pensassero di più ai lavoratori italiani…invece la lega ha il 35%….magari farà anche delle caxxate…ma per lo meno cerca di far qualcosa per i suoi elettori!!!!