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“Mamma, ho la suina ma tu stai tranquilla”

La mamma di un ragazzino bergamasco infettato dal virus a York riporta le parole del figlio e spiega: "Il virus diagnosticato quando l'influenza era gi?? svanita, anche per questo ?? stato lui stesso a tranquillizzarmi, comunicando con me tramite Internet".

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“Mamma, mi dicono che ho l’influenza suina, ma sto bene, stai tranquilla”: una semplice email da York, in Inghilterra, fino a Bergamo, per spiegare al meglio la situazione alla mamma e cercare di tranquillizzarla. Un’email che però, almeno nelle prime 24 ore, ha avuto un effetto opposto: la mamma è andata in agitazione, e nel giro di breve tempo ha spremuto ogni possibile informazione dal pediatra di fiducia, per capire se il figlio, di 12 anni, si trovasse ancora in pericolo.
Una mamma di Bergamo città, racconta la vicenda di Luca (nome fittizio), il figlio di 12 anni che una decina di giorni fa (all’inizio di luglio) è partito per una vacanza studio in un college di York, in Inghilterra. Lui e almeno altri dieci ragazzi bergamaschi della sua età, sono stati infettati dal virus A/h1n1, meglio conosciuto come influenza suina. Ma la situazione ora è sotto controllo.
“Venerdì mattina, 10 luglio, mio figlio mi ha chiamato dicendomi che aveva la febbre e che quindi era rimasto nella sua stanza, senza andare a lezione. Una situazione tranquilla: 37,5 di febbre, con picchi un po’ più alti la sera stessa, ma non mi sono affatto preoccupata. Grazie ad un po’ di tachipirina il sabato stava perfettamente e la domenica è uscito per una gita in città con gli altri amici. Sempre domenica mi ha fatto sapere che la sua influenza, e quella di altri ragazzi, dipendevano da un virus, che stava colpendo un po’ tutti, anche gli accompagnatori adulti”. “Mamma, ci hanno detto che durerà al massimo un giorno o due”.
“Oltre a mio figlio c’erano altre tre o quattro persone colpite da influenza che però, la domenica, non avevano già più nulla. Il lunedì mattina non l’ho sentito e la sera ho comunicato con lui via email. Mi ha scritto: “Già saprai che parlano di influenza suina. Mi dicono che ce l’ho anche io, ma non preoccuparti, io sto bene”. Mi sono spaventata, ho chiamato la sua accompagnatrice, ho sentito immediatamente il pediatra qui a Bergamo e mi sono informata sul caso: l’allarme probabilmente è partito dall’Italia prima che dall’Inghilterra, per un gruppo di studenti di Napoli che hanno parlato di una strana influenza mentre si trovavano là”.
La preoccupazione della mamma, nella serata di lunedì 13, era alle stelle. “L’accompagnatrice di mio figlio mi ha spiegato che alcuni medici stavano eseguendo i primi esami al college per capire di cosa si trattava. Nella notte tra lunedì e martedì mi è arrivata un’email di conferma, ma il mattino successivo il pediatra mi ha assolutamente tranquillizzata. Non si sa ma è vero: finora la suina ha fatto meno vittime della nostra influenza invernale. E’ un virus pericoloso per chi ha già problemi respiratori, problemi di gola, non per chi sta bene e soprattutto è contagioso solo quando la febbre si sta manifestando chiaramente. Queste informazioni, sommate alle condizioni di salute di mio figlio, mi hanno del tutto tranquillizzato. Diciamo che la diagnosi allarmante è arrivata quando stava già bene, e questo è stato positivo. Tutti i ragazzi bergamaschi che sono con lui, circa una decina, hanno vissuto la stessa trafila”.
I giovani bergamaschi e italiani che si trovano a York sono stati sottoposti ad un costante trattamento tramite Tamiflu, antivirale prescritto contro la Suina. Già da martedì pomeriggio le loro attività al college sono tornate alla norma.

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