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Expo, Stati Generali al via Formigoni: avventura straordinaria

Più di 1500 persone hanno gremito fino all'ultimo posto il Teatro Dal Verme di Milano per l'inizio degli Stati Generali di Expo, aperti dalla canzone "La libertà" di Giorgio Gaber. Presenti anche i due assessori bergamaschi all'Expo: per il Comune Andrea Pezzotta e per la Provincia Silvia Lanzani.

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Più di 1500 persone hanno gremito fino all’ultimo posto il Teatro Dal Verme di Milano per l’inizio degli Stati Generali di Expo, aperti dalla canzone "La libertà" di Giorgio Gaber. Presenti anche i due assessori bergamaschi all’Expo: per il Comune Andrea Pezzotta e per la Provincia Silvia Lanzani, che inquadreranno il tema, con attenzione per Bergamo, in una conferenza stampa nella sede territoriale del Pirellone in via XX Settembre.
"La libertà è partecipazione…" dice la canzone di Gaber. "Expo ha bisogno di una forte partecipazione popolare", ha esordito il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che, con il Sindaco di Milano e Commissario Expo Letizia Moratti ha dato il via ai lavori, caratterizzati poi dagli interventi degli architetti Stefano Boeri ed Italo Rota, e dalla sessione dedicata alle attese dei giovani, introdotta dal professor Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione Sussidiarietà.
Noi, le istituzioni, dice Formigoni, abbiamo certamente il nostro compito: la società Expo "015 la realizzazione del sito; il Tavolo Lombardia (che Formigoni presiede) la realizzazione delle infrastrutture di collegamento; il Commissario, il compito di stimolo e sorveglianza sull’insieme dell’evento; tutte le istituzioni insieme lo sviluppo delle rete di relazioni internazionali. "Ma Expo deve soprattutto essere costruito dal basso", appunto da una grande partecipazione. Ed essere un Expo "straordinario", diverso dai precedenti. Un’avventura nuova.
Sono concetti che il presidente lombardo ripete più volte nel suo intervento. "Nel mondo di internet – si è chiesto il presidente lombardo – perché un giapponese o un sudafricano dovrebbe scomodarsi per venire a Milano per visitare un’esposizione che potrebbe benissimo vedere dal suo pc?". Ed ecco la risposta: "Verrà se percepirà il senso di una grande avventura in cui essere coinvolto. Verrà se la magià e il fascino che l’Italia ha nel mondo saranno come accompagnati e avvalorati da un invito personalizzato: migliaia, milioni di milanesi e di lombardi che rivolgono al mondo milioni, decine di milioni di inviti a venire a casa loro. E allora, se si attende l’ospite, si rassetta e si abbellisce la casa perché sia accogliente ed ospitale". In pratica Formigoni ha invitato tutti – uomini di cultura, di spettacolo, associazioni, imprenditori, semplici cittadini – a "inventare" per i sei mesi fatidici del 2015 "qualcosa di bello, unico e irripetibile, qualcosa che accadrà solo in quell’ora e in quel posto" per cui valga la pena venire da ogni parte del mondo.
Ecco, gli Stati generali sono l’inizio di questa invenzione, di questo brain-storming di massa alla ricerca del nuovo, del bello, del non scontato. Formigoni ha descritto il suo modo di sentire l’avventura di Expo con 7 immagini proiettate al Dal Verme. Una cartografia del XVI secolo del viaggio di Marco Polo a significare la figura del "cercatore", perché come si legge nel finale del "Milione", "per lo mondo non fu mai uomo che mai cercasse tanto nel mondo"; è l’uomo che non si accontenta, per il quale – ha detto Formigoni citando Montale – "tutte le immagini portano scritto: più in là". Poi due quadri di soggetto musicale, di Chagall, Il violinista e di Botero, I musicisti, e sono figura dell’estro creativo e della coralità, "ognuno suona il suo strumento ma su una partitura che è comune". E ancora La fiaba di Tadini, "la fantasia, il segno della visione, il sogno"; Equilibrio instabile di Paul Klee ("la capacità di interrogarci di fronte ai problemi del mondo, a cominciare da quello della fame e dell’alimentazione, ma non solo"); I primi passi di Van Gogh in cui la coppia di contadini con la piccola figlia indicano "la fiducia" nel futuro. E ancora, una veduta di un piccolo borgo lombardo fortificato, arroccato su uno sperone a picco sul lago, "la bellezza della natura e la bellezza dell’opera dell’uomo, ma anche l’idea che nessuno per quanto piccolo dovrà essere tagliato fuori".
Formigoni, prima di dare la parola a Letizia Moratti, ha anche comunicato le date dei 6 mesi di Expo 2015: 1 maggio – 31 ottobre. "Si inizia con la festa del lavoro – ha detto il presidente – e mi piace sottolineare questa dimensione del lavoro che è nel nostro dna".

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Commenti

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  1. Scritto da marilena

    per acido. Asino sarà lei, vada a leggere anche i pareri di esperti per vedere cosa pensano di questo evento . ha sentito che cosa ha detto pirovano? Cementificazione a san pellegrino, il polo del lusso ad azzano, e poi anche opportunità per l’agricoltura bergamasca!? Che avventura straordinaria, si riesce a costruire e a recuperare la campagna, forse coltiveranno sui giardini pensili!

  2. Scritto da acido

    Ma possibile che un evento che rappresenta un’opportunità territoriale enorme sia utilizzato per delle polemiche politiche puerili e totalmente infondate?
    Ma come si fa ad essere così asini da affermare che un assessore provinciale non ha nomina popolare quando è la legge che impone che gli assessori NON siano consiglieri? e se si nomina assessore un consigliere questo deve lasciare il posto in consiglio ad uno, questo sì, che non aveva avuto voti sufficienti per essere eletto?

  3. Scritto da Robe

    Chiedo scusa. Lanzani è consigliere comunale, ha avuto si e no un centinaio di voti,non si è dimessa dallo scranno in comune di Bergamo ed ha acquisito la carica anche di assessore in provincia.Bella la vita. Viva la lega dispensatrice di poltrone ai suoi boss.Dimenticavo: è esperta di nulla stratosferico.

  4. Scritto da Robe

    Stati generali dell’Expo 2015.Termine tanto Ancien Regime che fa chic per Formigoni e Moratti.risultato un cumulo enorme di parole vuote e senza senso proferite da amministratori locali tra i quali i due Pezzotta e Lanzani,esperti di nulla e senza nomina popolare, seduti al tavolo perche facenti parte della sedicente elite professionale e civile.

  5. Scritto da marilena

    sono convinta che giorgio gaber, se fosse stato ancora vivo, non avrebbe gradito che la sua canzone “la libertà è partecipazione” fosse stata scelta per aprire questo evento. Leggete il testo e capirete la contraddizione. Quanta ipocrisia !