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Bianco: finalmente metto piede sulla terraferma

A Paolo Bianco il gusto della battuta non fa decisamente difetto. Il trentaduenne difensore foggiano, ???soffiato??? a parametro zero ai rossobl?? del presidente Cellino, pare aver gradito la sua nuova destinazione.

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“Grazie a Bergamo e all’Atalanta ho finalmente rimesso piede in continente, come direbbero siciliani e sardi. Cinque anni da isolano onorario possono bastare: a Catania e a Cagliari mi sono trovato benissimo, ma era ora di cambiare aria e mettere radici sulla terraferma, dopo tanto girovagare per mare”.
A Paolo Bianco il gusto della battuta non fa decisamente difetto. Il trentaduenne difensore foggiano, “soffiato” a parametro zero ai rossoblù del presidente Cellino (con cui era a fine contratto), pare aver gradito la sua nuova destinazione. E pur senza la certezza di giocare titolare, visto che Talamonti e Manfredini (se resterà) sono due intoccabili, ostenta entusiasmo: “Il ritiro ha il potere di farmi già calare nel clima del campionato, ho tantissima voglia di iniziare la stagione – conferma il nuovo centrale -. Non parto sicuro di un posto? Io ambisco solo ad essere utile, a dare un senso alla mia appartenenza a una squadra che con il calciomercato si sta rafforzando parecchio. Con me è arrivato anche Acquafresca, un pezzo da novanta del Cagliari dell’anno scorso. L’Atalanta l’ho scelta io, ho imparato ad apprezzarla da avversario (due sconfitte per 1-0, ndr), mi voleva e non ho esitato ad accettare l’offerta”. Il calore della piazza deve aver caricato a mille il roccioso marine (vedi taglio di capelli) del reparto arretrato, se è vero che durante la sua recente visita alla “festa della Dea” di Azzano San Paolo è stato sorpreso a riprendere con il telefonino i tifosi che osannavano lui e i compagni: “Questo pubblico mi ha davvero stupito, da uomo del Sud non pensavo fosse così caldo – commenta Bianco -. Ne sono rimasto letteralmente travolto. Gli isolani sono tipi particolari, sentono molto l’orgoglio della loro diversità: in tre anni a Catania e due a Cagliari, non mi pare nemmeno di aver vissuto in Italia. Ma a Bergamo la gente è altrettanto fiera e calorosa. Ed è una città bellissima: mia moglie aspetta un bambino, il mio arrivo qui ha il significato di una nuova alba, come uomo e come calciatore. Una scelta di vita”.
Messaggi d’amore alla patria d’adozione più chiari di così, il focoso pugliese proprio non poteva mandarne. Da qui agli attestati di stima per i nuovi compagni il passo è breve: “Manfredini ha giocato con me al Catania, rivederlo è un piacere. Doni da avversario fa paura, un osso durissimo per visione di gioco e fantasia: molto meglio averlo dalla mia parte… Robert è il miglior attaccante giovane che c’è in Italia, non abbisogna di presentazioni. Con lui e me, s’è trasferito in nerazzurro un pezzo di Cagliari”. Domanda scontata sulle prospettive stagionali: “Umiltà innanzitutto, c’è la categoria da mantenere” chiosa Bianco. Che non si risparmia un’ultima freddura: “In effetti siamo forti, la società s’è mossa intelligentemente sul mercato. Tranne che nel mio caso, ovviamente”.

 

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