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I rischi per le imprese familiari: generazioni a confronto fotogallery

I Giovani imprenditori hanno invitato Luca Petoletti, del gruppo The European House Ambrosetti per illustrare come muoversi per non spezzare il fragile equilibrio tra impresa e famiglia, tema caro a tanti imprenditori orobici.

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Sapete quante imprese familiari sopravvivono al passaggio generazionale del primo testimone? Il 32 per cento. E al secondo testimone? Il 15 per cento. Tanti sono i rischi e gli errori per questo tipo di aziende, soprattutto perché devono coniugare due diverse, opposte, metodologie di vita e di gestione: da una parte quella della famiglia, che è protezione e solidarietà, basata perciò sull’uguaglianza degli esponenti, dall’altra quella dell’impresa, che è rischio e competizione, basata cioè sulla differenza. Equilibri difficili da mantenere, ma indispensabili per portare avanti le aziende. Equilibri che non si improvvisano, vanno studiati per tempo ed è proprio per questo che il gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Bergamo ha invitato Luca Petoletti, il coordinatore della divisione imprese familiari del gruppo The European House Ambrosetti a un incontro tra generazioni.
Nella sala giunta tanti i giovani e tanti anche i genitori venuti a cercare di capire come muoversi per non spezzare il fragile equilibrio tra impresa e famiglia. Un tema importante per la terra orobica, come ha spiegato Gianmarco Gabrieli, il presidente dei gruppo Giovani, proprio perché tra i soci di Confindustria tante sono gli imprenditori di seconda e terza generazione ormai.
Luca Petoletti, che ha seguito ben 150 casi concreti di imprese familiari, ha dunque concentrato l’attenzione dapprima sui rischi, sugli errori  più comuni, per poi portare esempi di soluzioni concrete. Ha anche raccontato un caso vero che sintetizza un po’ i problemi tipici: quello di Mario Preve della Riso Gallo il quale, dopo aver vissuto sulla propria pelle le difficoltà di un’azienda familiare che è stato anche costretto ad abbandonare per un po’, messo in minoranza dai fratelli (seconda generazione) che insieme avevano il 66 per cento delle quote contro il suo 33, ha deciso di divulgare la propria esperienza proprio perché altri ne facessero tesoro.
Al termine della illustrazione tante le domande dei presenti evidentemente interessati a un tema che ha sfaccettature differenti da famiglia a famiglia, da azienda ad azienda: ogni situazione è diversa dall’altra, ma capire quali sono i metodi per affrontarla è utile a tutti.     
   

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