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Albinoleffe, dalla Finlandia arriva Hetemaj

Perfino il ds Aladino Valoti, l’uomo mercato dell’AlbinoLeffe, anticipandone l’arrivo ha faticato a pronunciare il suo difficile cognome. Ma da oggi i tifosi celesti dovranno abituarsi a sentirlo scandire dalla squillante voce dello speaker del “Comunale”.

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Perfino il ds Aladino Valoti, l’uomo mercato dell’AlbinoLeffe, anticipandone l’arrivo (ieri, durante la presentazione dei nuovi acquisti) ha faticato a pronunciare il suo difficile cognome. Ma da oggi i tifosi celesti dovranno abituarsi a sentirlo scandire dalla squillante voce dello speaker del “Comunale”: Mehmet Hetemaj, dalla Finlandia con furore, è ufficialmente il nuovo pilastro del centrocampo dei seriani.
Un carneade, si direbbe. Eppure il non ancora ventiduenne centrale di origini albanesi (è nato a Srbica, in Kossovo, l’8 dicembre 1987) ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto. Cresciuto nell’HJK Helsinki (17 presenze e 1 gol), ossia la Juve di quelle latitudini, dopo la Coppa di Finlandia vinta nel 2006 l’anno successivo si trasferisce – sempre nella patria adottiva – al Viikingit (9 partite), prima di passare al Panionios di Atene in Grecia. Due stagioni all’ombra del Partenone (scendendo in campo solo sei volte), l’ultima delle quali conclusasi in prestito al Thrasyvoulos Fylis (9 gare), e la consacrazione internazionale con l’Under 21 finnica con cui ha disputato i recenti Europei di categoria (1 presenza anche nella nazionale maggiore). Fisicamente ben messo (1.85×78), è una sorta di Guarente dei poveri (però destrorso) con più quantità che qualità nei piedi. In una mediana orfana del regista Carobbio (finito al Bari a parametro zero) e del mediano di rottura Caremi (acquistato dal Frosinone), Hemetaj – che ha un fratello più grande, Perparim, pure lui nazionale e in forza all’AEK Atene – può far coppia sia con un ragionatore-interdittore come Previtali che con un raffinato interno avanzato come Geroni.
L’AlbinoLeffe ha rilevato il giocatore dal Panionios (proprietario del cartellino) con la formula del prestito con diritto di riscatto. Affidare le chiavi del gioco a un finlandese semisconosciuto (chi non ricorda il famigerato Aaltonen, meteora nel Bologna a fine anni Ottanta?) potrebbe essere un azzardo, ma la società punta su di lui. Sperando, forse, che mortifichi le fonti di gioco avversarie con la sauna appiccicosa delle sue schiette attitudini difensive.

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