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“Una tragica coincidenza”

Paolo Valoti ricorda così i due amici scomparsi: "Erano molto esperti e prudenti, si è trattato di pura fatalità. Consonni era di casa al Palamonti: tanti ragazzini si sono arrampicati sulla parete artificiale seguendo i suoi consigli. Carrara era un uomo di grande forza".

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 "Erano due persone esperte, conosciute per la loro esperienza e prudenza. Queste due tragedie ci lasciano sgomenti, è una tragica coincidenza". Paolo Valoti, presidente del Cai orobico, è a Valbondione. Si è precipitato in Val Seriana quando ha saputo della morte dell’amico Alberto Consonni. Poche ore prima era già arrivata un’altra triste notizia dalla Svizzera, quella della morte di Ferruccio Carrara, anche lui tradito dalla passione di una vita.
"Erano due istruttori bravissimi. Siamo vicini al dolore dei familiari, per tutto il Cai bergamasco questo è un giorno di grande dolore. Escludo che ci siano stati errori, si tratta davvero di fatalità. Nel caso di Consonni, aveva già superato la parte difficile del percorso. Me lo ricordo al Palamonti: con la sua passione e il suo sorriso contagiava tutti. Tanti ragazzini delle scuole avevano fatto le prime arrampicate sulla parete artificiale seguendo i suoi consigli. Adesso il Palamonti riceverà la sua salma: la moglie ha voluto così. Dopo tutto era la sua casa, mi ha detto".
Carrara e Consonni erano due figure di riferimento nel panorama alpinistico bergamasco. "Consonni era istruttore della scuola Leone Pellicioli di Bergamo ed è stato maestro di alpinismo di Simone Moro. Carrara partecipò come vice capo alla spedizione in cui perse la vita Marco Dalla Longa. Mi ricordo che gestì la situazione con grande fermezza. Faceva parte della scuola Andrea Fassi di Nembro, vera fucina di alpinisti. L’anno scorso aveva messo a disposizione la sua esperienza di impresario edile risrutturando il rifugio Baroni al Brunone. Erano due uomini forti e generosi, che si conoscevano e che si scambiavano impressioni e consigli sulla montagna, il loro grande amore comune". 

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