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Le richieste dei sindacati a tutela degli anziani

Anche quest???anno Spi, Fnp e Uilp provinciali propongono alle istituzioni locali alcune richieste al fine di tutelare e promuovere le condizioni degli anziani della provincia di Bergamo. Le rivendicazioni e le sollecitazioni sono il frutto di un???attivit?? unitaria che si ?? consolidata nel tempo.

Anche quest’anno SPI, FNP e UILP provinciali propongono alle istituzioni locali alcune richieste al fine di tutelare e promuovere le condizioni degli anziani della provincia di Bergamo.
Le rivendicazioni e le sollecitazioni sono il frutto di un’attività unitaria che si è consolidata nel tempo e che ha già visto i sindacati provinciali avanzare negli anni scorsi analoghe richieste.
La nuova “Piattaforma provinciale” si inserisce in un ambito più generale, i cui riferimenti sono la Piattaforma regionale unitaria sulla non autosufficienza e le linee guida concordate con l’ANCI della Lombardia.
La Piattaforma dovrà essere uno strumento flessibile ed adattabile ai singoli territori, ai diversi ambiti, distretti, Comuni in modo da agevolare ulteriori e più specifici confronti in grado di cogliere le necessità e le specificità territoriali.
Le richieste contenute nella Piattaforma si propongono inoltre, in raccordo con le politiche confederali, di mettere in campo una serie di provvedimenti e di azioni che aiutino pensionati e famiglie in una situazione di difficile congiuntura quale è quella attuale.
I pensionati ritengono che una risposta organica alla crisi possa passare anche attraverso il potenziamento, il miglioramento e l’estensione dei servizi e delle politiche rivolte alla popolazione e a quella anziana in particolare.
Le richieste e le sollecitazioni sono raggruppate per interlocutore istituzionale di riferimento.
Di seguito i contenuti della Piattaforma siglata l’8 luglio.
COMUNI SINGOLI E ASSOCIATI
Segretariato sociale
Si propone di valorizzare le intese per la creazione del Segretariato sociale integrato, come strumento per facilitare l’accesso ai servizi ai cittadini, e in particolare per agevolare la presa in carico di quelli che sono in stato di maggior bisogno, e nel contempo consolidare una rete integrata di condivisione e accesso all’informazione tra le diverse realtà e operatori di volontariato del territorio.
Si chiede, pertanto, di consolidare il concetto che non sia la persona a viaggiare verso i servizi, ma che siano i servizi a contatto con la persona, attraverso la creazione di una rete di unità di offerta.
Ampliamento della “filiera” degli interventi per la non autosufficienza: domiciliari, semiresidenziali, residenziali
La richiesta è di aumentare l’offerta degli interventi domiciliari e di ricorrere allo strumento, sperimentato in alcune realtà, dell’incentivazione di carattere economico e formativo a chi utilizza care-giver, e di aumentare i volumi di Adi e Sad integrati.
Così come di ampliare l’offerta di semi – residenzialità (Caffè Alzheimer, Centri diurni, Centri “notturni”) e di considerare a questo riguardo le nuove tipologie di bisogni sempre più legati all’esplosione delle malattie cognitive.
Anche per quanto riguarda i posti letto di residenzialità, si chiede un intervento ai Comuni associati perché ne sollecitino l’ampliamento, sostenendo una richiesta già avanzata in sede regionale alla Giunta lombarda.
Centri unici di prenotazione per RSA
Si chiede di istituire, almeno presso ogni Ambito di zona, in collaborazione con le strutture interessate, un unico centro di prenotazione per le richieste di collocazione degli utenti in strutture residenziali e semiresidenziali.
Casa e sicurezza, ambienti urbani
Su questo specifico argomento verranno formulate, di concerto con le confederazioni sindacali, precise proposte che andranno nella direzione di aiutare e di sostenere chi è in particolare difficoltà economica o che abbia bisogno di interventi per migliorare l’accessibilità degli ambienti abitativi, la dotazione di sistemi di richiesta di pronto intervento, l’integrazione in sistemi “protetti”.
Una cura particolare, per quanto concerne la viabilità della città e dei paesi e la sicurezza più in generale, dovrà essere posta all’organizzazione di iniziative e interventi mirati (percorsi pedonali, buona tenuta dei marciapiedi, informazione e prevenzione contro le truffe, ecc.).
Pasti a domicilio
Si chiede di aumentare il volume complessivo di offerta dei pasti a domicilio e di stabilire, nei limiti del possibile, criteri equi di compartecipazione alla spesa basati sull’ISEE, salvo le dovute esenzioni.
Trasporto sociale
Si propone di integrare, anche con l’aiuto del volontariato locale o organizzato, il trasporto delle persone anziane o non autosufficienti (trasferimenti non coperti dalla Croce Rossa per visite, per pasti, per centri di assistenza handicap, per la spesa di persone sole…).
Integrazione rette
Il Comune di Bergamo ha sperimentato positivamente un accordo in base al quale l’integrazione delle rette da parte dei parenti è disciplinato e “mitigato” con fasce di sopportabilità stabilite in base all’ISEE.
Si chiede quindi l’estensione dell’accordo intervenuto con il Comune capoluogo alle altre istanze territoriali, anche con margini e spazi di adattamento e di flessibilità che si ritenessero opportuni.
Criteri di accesso ai servizi e fiscalità
Si ritiene necessario che nel definire i criteri di accesso ai servizi e i livelli della fiscalità locale si tenga conto:
          di un ISEE di riferimento per i vari servizi, che valga, a fronte di una prestazione comune, su tutto il territorio, anche come riferimento omogeneo per tutti i cittadini
          di aree di esenzione e riduzione fiscale, su base ISEE, per le famiglie numerose e per quelle a più basso reddito
          del principio di progressività anche per la tassazione locale.
RSA (SINGOLE E ASSOCIATE)
Rette
In relazione alla grave situazione di crisi economica della nostra provincia, si chiede alle singole strutture di congelare per quest’anno e almeno per i primo semestre del prossimo, eventuali aumenti delle rette che fossero stati programmati.
Alle due Associazioni delle RSA bergamasche si chiede di promuovere questa politica e di continuare nel sostegno e nel coordinamento della formazione e dell’aggiornamento del management e del personale tutto, in collaborazione con la Provincia.
Si chiede alle singole strutture di considerare l’ipotesi, al fine di ottimizzare una serie di costi, di consorziarsi per alcuni servizi generali.
Alle Associazioni si chiede, inoltre, di elaborare posizioni comuni nei confronti della Regione a sostegno della vertenza sindacale sulla non autosufficienza.
Controllo e progetto qualità
Si propone di riprendere (con il coordinamento e la sovrintendenza dell’ASL) il progetto di servizi e di controllo di qualità avviato negli anni scorsi e poi interrottosi.
In questo contesto, gli aspetti legati ad una buona alimentazione, all’accessibilità dei servizi, ad un rapporto partecipativo con i parenti, alla tutela della privacy e della dimensione umana degli ospiti dovranno essere presi in particolare considerazione.
Così come particolare attenzione dovrà essere data a un modello assistenziale finalizzato alla sicurezza e alla tutela fisica degli ospiti per quanto riguarda i possibili incidenti che possono succedere nelle strutture.
ASL
Convenzioni dentisti
Si sollecita la riattivazione di servizi dentistici nell’ambito delle strutture pubbliche o convenzionate del territorio e, in ogni caso, la stipula di convenzioni con studi dentistici che offrano condizioni agevolate per le persone anziane. Questa richiesta può benissimo coniugarsi con l’impegno delle Associazioni nazionali degli studi medici ad applicare tariffe agevolate, a fronte del peggioramento della situazione economica complessiva.
Riabilitazione
S
i chiede il potenziamento di tutti i servizi di natura riabilitativa, con una particolare attenzione a quelli rivolti alle persone anziane.
Miglioramento delle cure primarie e continuità assistenziale
Si chiede il potenziamento degli interventi di promozione di screening e prevenzione, finalizzati alla diminuzione delle malattie cardiovascolari, dell’incidenza del tumore del polmone, della mammella, all’utero e al colon retto.
Si chiede di estendere alcune buone prassi già realizzate per accompagnare la persona anziana, in modo più integrato, nei percorsi di cura durante il passaggio dall’ospedale al domicilio, con protocolli in cui siano coinvolti tutti i soggetti interessati: Adi, Sad, RSA, medici di base, ecc.
Controllo qualità RSA
S
i sollecita la direzione dell’Asl e l’Ufficio di vigilanza a riattivare il progetto di controllo e di monitoraggio della qualità nelle RSA, secondo i criteri e i protocolli concordati nel corso degli anni scorsi (incidenza cadute, piaghe da decubito, ambienti, alimentazione, ecc.).
Liste d’attesa
Si chiede un puntuale e periodico confronto per verificare e monitorare l’andamento delle liste d’attesa.
Centri unici prenotazioni visite
Si tratta di riprogettare e mettere a sistema un servizio che vede, periodicamente, alti e bassi e situazioni diversificate nelle singole aziende ospedaliere.
Si chiede di progettare un centro unico, con più terminali operativi, che abbia ambito provinciale.
Si chiede, inoltre, di ampliare e migliorare il sistema di informazione ai cittadini per quanto riguarda le tipologie e l’accessibilità ai servizi socio sanitari.
PROVINCIA E TAVOLI INTERISTITUZIONALI
Albo “badanti”
Si ribadisce la richiesta della istituzione e della tenuta di un albo provinciale delle cosiddette badanti.
Osservatorio provinciale area anziani
Si sollecita ogni utile intervento o decisione volti a dare continuità alla positiva esperienza dell’Osservatorio provinciale area anziani e al confronto, nello stesso ambito, con le organizzazioni sindacali dei pensionati.
Formazione
La Provincia ha per legge assegnato il compito di promuovere la formazione anche nell’ambito dei servizi socio assistenziali.
Si propone di continuare il percorso già avviato gli scorsi anni e di aumentare l’offerta formativa al personale e alle figure che operano in questi delicati settori.
Integrazione socio sanitaria (Adi – Sad)
Ai Distretti sanitari e alle Assemblee dei sindaci dei diversi Ambiti di zona si sollecita la messa in cantiere di un progetto comune e “paritario” per integrare o, comunque, coordinare al meglio questi due servizi che, seppur in ambiti diversi, sono rivolti alla cura domiciliare dell’anziano fragile.
Considerata la contrazione subita in questi ultimi anni dall’Adi, si chiede un ampliamento e un rilancio complessivo dell’offerta di questi servizi.

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