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Influenza suina, studenti bergamaschi sotto osservazione in Inghilterra

I casi si sono manifestati in un college di York. La scuola: "Situazione sotto controllo e non grave". Finora sono stati quattro i casi di influenza suina in Bergamasca: sono tutti guariti.

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Una vacanza studio in un college inglese si sta trasformando in un incubo per circa 70 studenti italiani: alcuni hanno manifestato sintomi compatibili con l’influenza suina. Tra di loro ci sarebbero una decina di ragazzini di Bergamo, iscritti alle scuole del centro città. La prudenza è d’obbligo, ma la preoccupazione in queste ore si fa sentire.
Intanto l’Asl fa sapere che i casi di bergamaschi infettati finora sono quattro: tre l’hanno contratta in viaggi in Nordamerica, il quarto caso riguarda la figlia di una donna che appunto era di ritorno dagli States. Sono tutti guariti e non ci sono state complicazioni.
Allarme a York – Il college è il "Queen Ethelburga’s" di York: la situazione è seguita costantemente dalle autorità sanitarie inglesi, che hanno deciso di trattare alcuni casi con il Tamiflu. Alcuni dei ragazzini che hanno manifestato stati febbrili sarebbero comunque già migliorati, e avrebbero già ripreso le attività didattiche.
A confermare la notizia è stato uno degli organizzatori del viaggio, Angelo Lanci, della "Phoenix Travel", che ha seguito ora per ora la vicenda, mantenendo informati i genitori dei ragazzi: «Si, i risultati dimostrano che alcuni dei ragazzi in vacanza sono stati contagiati dalla influenza suina. I risultati dei test sono stati resi noti poco fa». Ma non ci sono ancora le conferme ufficiali. La comitiva è partita il 30 giugno per l’Inghilterra.
Intanto la scuola tranquillizza tutti. Sul sito Internet ha pubblicato un comunicato in cui si dice che "Ci sono stati alcuni casi di ragazzi arrivati dall’Europa per questi campi estivi che presentavano sintomi influenzali molto lievi. A titolo di precauzione, a chiunque presenti sintomi di tipo influenzale, non importa quanto lievi, non è concesso lasciare la propria camera. Tutti quelli che hanno presentato sintomi influenzali anche minimi sono stati trattati con Tamiflu. Per sicurezza è stato richiesto l’intervento delle autorità sanitarie locali. Queste hanno controllato tutti coloro che presentavano sintomi influenzali, e siamo lieti di confermare che a loro avviso la situazione non è sufficientemente seria da richiedere la chiusura di alcuno dei campi estivi, o la modifica di nessuna delle altre attività che si svolgono nella tenuta. Esse hanno suggerito tuttavia di prestare attenzione allo sviluppo di qualsiasi tipo di sintomo influenzale anche leggero, e di riferirne l’apparizione in modo che sia possibile offrire cure e attenzione qualora necessario. Tutti continuano a ricevere attenzione sanitaria di prim´ordine".
"Siamo lieti di precisare che tutti coloro che hanno presentato sintomi influenzali sono guariti in pochi giorni dopo aver presentato sintomi di lieve entità – continua il sito – La maggior parte del gruppi che vengono per i campi estivi rimane solo 2 settimane prima di tornare a casa. Ai nuovi gruppi che provengono dall’estero verrà automaticamente controllata la temperatura con frequenza giornaliera. Questa risposta rapida, e tutte le altre precauzioni in forza nella tenuta, hanno fatto sì che il problema rimanga sotto controllo. E´ presto per sapere se questi sintomi siano dovuti al virus H1N1 o siano solo dei raffreddori estivi. In ogni caso, le autorità sanitarie hanno comunicato che dopo pochi giorni le persone colpite dovrebbero poter riprendere le loro vacanze e i loro programmi di viaggio senza alcun problema".

 

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Commenti

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  1. Scritto da sofia

    penso piuttosto che essendoci stati casi di “sindrome influenzale” igià nei primi giorni di giugno per evitare problemi ed ansie inutili ai ragazzi, sarebbe stato utile intervenire prima con esami vari su tutti i ragazzi e personale del college,

  2. Scritto da corti-novis

    mi viene un dubbio..non è per caso che vogliono smaltire tutto il vaccino comprato nei magazzini per fare altro magazzino …fazio parla di prevenzione da fare su nove milioni di persone