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“Grande istruttore, un incidente incredibile”

Paolo Valoti, presidente del cai di Bergamo, e Andrea Freti, amico e alpinista che si trovava in Svizzera con Ferruccio Carrara, ricordano l'amico istruttore. "Un profilo di grande alpinista, difficile credere che se ne sia andato per una caduta banale".

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“Era sempre presente, per organizzare le serate al Palamonti e in particolare per gestire la palestra di arrampicata”. “E’ incredibile pensare che sia stata una semplice scivolata a portarcelo via”. Sono solo alcuni ricordi degli amici di Ferruccio Carrara, 47 anni, di Nembro, artigiano e istruttore nazionale di alpinismo, morto nel pomeriggio di domenica 12 luglio dopo essere scivolato lungo un sentiero che scende verso il paese di Saas Fee, nel cantone svizzero vallese. In mattinata aveva raggiunto, con otto amici bergamaschi tutti della zona di Nembro, la parete Nord del Lenzspitze (4200 metri) e il Nadelhorn (4327 metri). La fatalità è accaduta su un semplice sentiero, quando gli obiettivi più difficili della spedizione bergamasca erano stati raggiunti.
“Io e Ferruccio Carrara abbiamo fatto molto assieme, è sempre stato impegnatissimo sul fronte dell’alpinismo, era uno dei nostri istruttori nazionali – ricorda il presidente del Cai di Bergamo Paolo Valoti -. Se ne occupava appena poteva. Da solo, con la sua passione, era arrivato ad un livello altissimo. E’ stato uno dei componenti della spedizione ufficiale in cui morì Marco Dalla Longa nel settembre 2005, sul Nunda Devi. Anzi, Ferruccio era vice capo spedizione in quell’occasione. Proprio per il suo alto profilo di alpinista la dinamica dell’incidente che gli è costato la vita ci lascia disorientati e colpiti: è successo tutto su un sentiero piuttosto tranquillo, non in un passaggio difficile. Posso solo ricordarlo come un alpinista brillante, sempre disponibile a organizzare eventi al Palamonti e a seguire la palestra di arrampicata. Nel mondo dell’alpinismo orobico ce ne sono pochi come lui”.
“Si stava per chiudere un week-end tranquillo e sereno, in cui tutto era andato bene, non riesco ancora a crederci”: sono le parole commosse di Andrea Freti, anch’egli istruttore di alpinismo a Nembro, che si trovava in Svizzera con Ferruccio Carrara. “Eravamo partiti sabato in 9 amici di Nembro e della zona e in mattinata avevamo già fatto i percorsi difficili che ci eravamo prefissati. Si scendeva tranquilli, si scherzava insieme a Ferruccio. Ad un certo punto l’ho visto cadere a terra, una scivolata davvero banale. Ma non è riuscito a fermarsi lungo il sentiero, si è spostato di mezzo metro, è finito su alcune rocce e poi è caduto nel vuoto. Ripeto, non riesco a crederci”. Andrea Freti ha poche altre parole per descrivere e ricordare l’amico di una vita: “Lo conoscevo da tanti anni, siamo cresciuti insieme alla scuola di Nembro e con lui ho fatto molte spedizioni. Era un semplice artigiano, con pochi dipendenti, che si dedicava al suo lavoro e quando poteva alla montagna”.

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Commenti

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  1. Scritto da uno dei tanti amici

    ciao ferro di nome e di fatto comunque non viveva da solo ma una donna lui la lascia e si chiama cristina un saluto anche a lei ciao ferro