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E’ saltata la Festa dello Sfratto, ma ora si tratta

La manifestazione organizzata dall'Associazione fermento Culturale per protestare contro il trasloco forzato dalla sede di via Comi è stata annullata. Ma dopo un incontro con il sindaco si aprono possibilità di dialogo.

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A Calusco d’Adda la vicenda che vede protagonista l’associazione Fermento Culturale continua a far discutere. Dopo la presa di posizione del Comune, ecco la replica dell’associazione.

Con il presente comunicato desideriamo esprimere alcune precisazioni in merito al documento fatto uscire dall’Amministrazione comunale su questo e altri mezzi di informazione. Siamo certi che, dopo l’incontro chiarificatore avuto con il Sindaco questo sabato, le nostre considerazioni saranno fatte proprie anche dai nostri amministratori. Avanzeremo per punti, cercando di essere chiari su un argomento complicato e che può lasciare spazio a fraintendimenti.

TITOLO DELLA FESTA-NESSUNA STRUMENTALIZZAZIONE
La festa da noi programmata per questa sera (domenica 12 luglio) aveva il nome volutamente ironico di “Festa dello sfratto”: un nome scelto per manifestare il nostro dissenso verso la decisione dell’Amministrazione comunale di assegnarci uno spazio ritenuto da noi inadeguato. Precisiamo comunque che in ogni nostro comunicato si faceva chiaramente riferimento al fatto che la sede da via Comi si sarebbe trasferita in via Volta e che quindi quello che si configurava non era uno sfratto ma un trasloco, e che la formula scelta ci era sembrata idonea a veicolare un messaggio in modo rapido. La decisione di congelare i precedenti accordi a causa del titolo “Festa dello sfratto” è però ritenuta da noi eccessivamente severa, se aggiungiamo che a questa si è accompagnato il cambio della serratura di via Comi due giorni prima dell’evento. Non capiamo come una festa con una piattaforma chiaramente ironica possa portare a una reazione tanto forte. Non è vero che non abbiamo accettato l’accordo proposto, abbiamo solo deciso di mostrare il nostro dissenso nel modo meno polemico possibile e leggendo il volantino le nostre intenzioni per nulla bellicose sono lampanti. Non era nostra intenzione prendere in giro l’Amministrazione, ma esprimere semplicemente un’opinione diversa. La festa voleva essere un modo giocoso per esternare il nostro rammarico : canti, balli e letture non sono certo barricate e rappresentavano il nostro essere comunque propositivi evitando opposizioni sterili. Se avessimo voluto strumentalizzare questa vicenda, avremmo potuto organizzare sit-in di protesta e manifestazioni. Non abbiamo fatto nulla di tutto questo. Volevamo fare solo una festa di addio in onore di un posto che prima di noi non era nulla e che abbiamo rivalutato, ironizzando su una decisione che oggettivamente ci penalizza. Speriamo questo non voglia dire che a Calusco non è più ammessa l’ironia. Che non si può discutere e magari dissentire davanti a una decisione, in modo per nulla violento.
L’ARROCCAMENTO SULLE NOSTRE POSIZIONI
Un’accusa mossa all’associazione è quella di rimanere arroccata sulle sue posizioni. A dimostrazione del fatto che Fermento Culturale è stato fin da subito aperto al dialogo, sono i documenti depositati all’Ufficio Protocollo del Comune, che recavano una nostra controproposta. Da parte nostra è sempre stata ben chiara l’intenzione dell’Amministrazione di spostare la nostra sede da via Comi, ed era da questo che partivano i nostri tentativi di avvicinamento: in alternativa alla possibilità di ridurre la nostra presenza in via Comi, infatti, ci dichiaravamo completamente disponibili a cambiare sede purchè gli spazi che ci fossero stati concessi avessero caratteristiche più o meno equivalenti a quelli di via Comi (o quantomeno non fossero del tutto penalizzanti per le nostre attività). Infine, vista la scelta dell’Amministrazione di non accettare le nostre controproposte, sempre per confermare la nostra totale mancanza di arroccamenti, avevamo deciso di accettare la proposta fattaci dal Comune, e avevamo fissato un appuntamento con il Responsabile dell’Ufficio Cultura per giovedì 16 luglio alle ore 11 in cui avremmo firmato il documento sottopostoci. L’appuntamento è stato cancellato. 
L’IDONEITA’ DELLA SEDE DI VIA COMI
All’interno della sala di via Comi l’associazione organizzava corsi, conferenze, salotti culturali , dibattiti e commemorazioni. I concerti sono sempre stati realizzati in altri luoghi, mentre da quando c’è stato comunicato dall’Ufficio Tecnico che non potevamo più ospitare spettacoli teatrali, insieme all’Amministrazione comunale abbiamo trovato spazi alternativi. Mai nessuna comunicazione nè ufficiale nè verbale c’è giunta da essa in merito alla regolarità dei nostri eventi svolti all’interno della sede. Agire nell’illegalità non è certo il nostro fine. Svolgere attività di volontariato significa dedicare agli altri tempo libero e risorse proprie e nessuno di noi desidera agire per questo al di fuori delle leggi dello Stato. Quando ci è stato comunicato che esisteva un rischio di questo genere abbiamo prontamente provveduto a cambiare la localizzazione degli eventi.
Dal comunicato dell’Amministrazione comunale si evince che i motivi del trasloco sono dovuti a una questione di idoneità degli spazi. Questo ci ha sorpreso perchè nei vari incontri avuti gli amministratori ci avevano comunicato altri motivi, comprendenti la necessità di ristrutturare la sede per l’organizzazione di mostre o il fatto che il nostro utilizzo dello spazio in questione fosse eccessivo e impedisse ad altri gruppi l’utilizzo della sala. In conseguenza di queste comunicazioni ci eravamo detti disponibili a diminuire la nostra presenza nella sede di via Comi e a redigere un calendario comune con le altre associazioni.
Specifichiamo inoltre che l’inadeguatezza della proposta finora avanzata dall’Amministrazione deriva dal fatto che per lo svolgimento delle nostre attività sarebbe necessario avere a disposizione uno spazio per depositare il materiale che sia vicino ai luoghi fisici di svolgimento delle attività (anche rinunciando a una vera e propria sede amministrativa). Non avrebbe senso per noi infatti avere tre luoghi distanziati destinati ad ospitare separatamente corsi, riunioni, attività. Ritenevamo inoltre meno dispendioso avere un unico spazio adibito a tutte queste funzioni. Ovviamente stabilendo un calendario in accordo con l’Amministrazione e con la disponibilità a condividerlo con altre associazioni. 
Dopo l’incontro avuto con il Sindaco, in cui abbiamo fornito chiarimenti in merito ad alcuni degli argomenti qui sopra citati e in cui ci è stato comunicato il cambio della serratura della sala di via Comi e l’intenzione dell’Amministrazione di non farci svolgere la “Festa dello sfratto”, abbiamo constatato l’impossibilità di organizzare l’evento. Con l’Amministrazione, e con il Sindaco in particolare, si apriranno nuovi incontri da settembre. Sul tavolo è presente la nostra proposta di utilizzo di una saletta all’interno del centro Asl di via Volta per lo svolgimento delle attività amministrative, con la possibilità di utilizzo del salone adiacente a richiesta come per ogni sala civica comunale. La nostra proposta è stata definita come “un’opportunità da valutare” dagli amministratori.

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Commenti

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  1. Scritto da fermento culturale

    Ringraziamo di cuore Bergamonews per il servizio che offre pubblicando gli scritti nostri e dell’Amministrazione. L’informazione che fate è corretta e obiettiva, come dovrebbe sempre essere.
    Grazie!