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Clandestini vittime e carnefici Le donne perdono sempre

Un senegalese abusava di una badante bielorussa minacciandola di rivelare il suo status alla polizia. Nelle stesse ore un pakistano clandestino segregava una donna di Torre de' Roveri. Due facce della stessa medaglia: l'esercito di disperati che lotta per trovare un posto nella nostra società. O che subisce di tutto pur di non perderlo.

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Si fa presto a dire clandestino. Sarà anche un reato, ma spesso si trasforma in condizione di inferiorità. Abilmente sfruttata da chi è senza scrupoli, e che magari si dimentica in fretta di essersi trovato nella stessa situazione fino a poco tempo fa. E’ quanto è capitato a una badante bielorussa di 44 anni, immigrata senza permesso di soggiorno: un senegalese regolare la violentava sotto la minaccia di rivelare il suo status alla polizia. Alla fine lei ha raccontato tutto a un’amica, e l’aguzzino è finito in carcere.
Nelle stesse ore, un pakistano clandestino segregava in casa una donna di Torre de’ Roveri, per costringerla a sposarlo e ottenere così il diritto di restare in Italia. E’ stato arrestato dai carabinieri.
Sono due facce della stessa medaglia, o per meglio dire dello stesso problema: la presenza tra noi di un esercito crescente di disperati, alla ricerca di un posto tranquillo nella nostra terra, che ai loro occhi resta ricca e accogliente, nonostante la crisi. Alcuni questo spazio se lo cercano con la prepotenza e la violenza, altri subiscono ogni tipo di umiliazione e crudeltà pur di non perderlo. E le donne, deboli e spaventate, sono le prime a finire in mezzo a queste guerre tra poveri.
Bisognerebbe andare oltre i titoloni e le dispute politiche, che gettano tutto nel frullatore della polemica ideologica. Bisognerebbe tener conto delle storie personali, così diverse eppure così uguali. Ed evitare di fare i conti senza il fattore umano. Il più importante di tutti. 

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Commenti

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  1. Scritto da berghem

    basta con il tuo buonismo 2…L’Italia è povera, non ha le risorse per aiutare tutti gli immigrati che arrivano e che inevitabilmente prendono la strada del “sopravvivere” con tutto quello che comporta. Dobbiamo consentire gli ingressi solo per il numero necessario a coprire i posti di lavoro che ci sono e consentirgli di vivere in modo decoroso!Non siamo un arca di noè! 2. pensa prima di parlare come Maria Goretti…

  2. Scritto da essevi

    Vorrei solo fare notare che non e’ una societa’ civile quella dove gli extracomunitari vivono di espedienti alle spalle di chi li ospita.Quindi e’ giusto mettere un freno alle immigrazioni come dice giustamente berghem. Non bisogna pensare che dove c’e’ da mangiare per uno ce n’e’ anche per due,perche’ spesso si creano due scontenti e poi i risultati sono che ciascuno dei due cerca il proprio soddisfacimento alle spalle di altri,che a loro volta fanno altrettanto.Meditate gente,meditate………

  3. Scritto da Anti Lega

    A Berghem: ti ricordo che la proposta Amato-Ferrero del 2006 per la regolarizzazione degli immigrati si basava su un calcolo matematico della richiesta di manodopera e del lavoro nero in Italia. Ciò non andava bene alle nostre aziende perchè avrebbe significato passare dal lavoro nero alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati.
    A Essevi: l’Italia è povera? A me pare piuttosto che sia quella con il maggiore dislivello tra ricchi e poveri. E a dirlo non sono i “comunisti”!

  4. Scritto da Pasèta

    ch’i disperàcc ché i l’a pagat ol gummù alla mala…. contì mìa sò d’i smbambanàde… i g’ha de sircà tocc de viv mei a la sò cà

  5. Scritto da marilena

    Mi auguro, visto che insisti a scrivere in dialetto, i cittadini immigrati non capiscano quello che dici perchè più offensivo di così non si può. Come fai ad essere così egoista, non hai mai provato ad avere bisogno di aiuto? Ti auguro di non provare mai la miseria !