BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Bersani: “Il PD non è un autobus”

Lo showman, tesseratosi stamane in Sardegna - ma il partito locale gli nega l'iscrizione, riservata ai residenti - è un fiume in piena: gli uomini dell'apparato di partito chiudono, gli outsider possibilisti. Di Pietro saluta con favore la mossa dell'"alleato"

Più informazioni su

Da oggi Beppe Grillo è un iscritto al PD: anzi no. Aveva provveduto in mattinata presso la sezione di Arzachena, provincia di Olbia-Tempio. O almeno credeva: ma il partito gli nega l’iscrizione, perchè in base all’articolo 6 del regolamento, presso i circoli territoriali si possono iscrivere solo i residenti. E Grillo in Costa Smeralda è in vacanza. Dovrà iscriversi quindi a Genova. Grillo ha tutta l’intenzione di candidarsi alle primarie, anche se la dirigenza del partito, per usare un eufemismo, non l’ha presa benissimo.

Dato l’obolo di 16 euro per la tessera, Grillo stamane era un fiume in piena, tanto per cambiare. Avverte che se si useranno cavilli per tenerlo fuori dalla corsa alla segreteria «ne pagheranno le conseguenze». Il suo obiettivo è di «travasare un po’ di cittadini dentro la politica, di «riempire un vuoto che dura da vent’anni», ravvivare un PD che fa «una finta opposizione» e vive di «comitati d’affari e di gente inesistente». Non è la contrapposizione destra-sinistra a interessarlo, dichiara alla stampa, ma la creazione di un partito «serio», che si occupi di questioni come i condannati che siedono in Parlamento, il conflitto di interessi e le concessioni televisive, i Comuni a cinque stelle, l’acqua pubblica, il wi-fi libero e gratuito, le energie rinnovabili. Per tutto questo «c’è bisogno di aria fresca», mentre l’attuale dirigenza secondo lui è «al buio e ammuffita». Dal «bad PD» come la “bad company” di Alitalia al «good PD»: questo in sintesi il piano di Grillo.

La tessera da sola (sempre che a questo punto riesca a farla…) non basta: Grillo dovrà trovare almeno 1500 firme di iscritti, raccolte in almeno cinque regioni diverse di tre circoscrizioni delle elezioni europee, per presentare la sua candidatura. Più il sostegno di almeno un 5% degli iscritti ai circoli del partito. Saranno comunque i dirigenti del PD ad accettare o meno la candidatura: e la risposta appare prevedibile.
«Il Partito Democratico non è un autobus su cui si salta per fare un giro» la risposta secca di Pierluigi Bersani, uno dei favoriti per l’incarico di segretario. La candidatura di Grillo gli appare una prova che il PD «può essere ritenuto come un’occasione sulla quale saltar su per sviluppare la propria politica». Sulla stessa linea Giovanna Melandri: «Il Pd non è un tram» su cui si può salire a piacimento. E soprattutto, «Uno che ha sputato veleno sul partito fin dalla sua nascita non può candidarsi a guidarlo» per una questione di rispetto dei cittadini.

Fra i sostenitori di Franceschini, Piero Fassino, spesso vittima dei furori satirici del blogger e showman genovese, parla di «una boutade» e di una candidatura che «non preoccupa nessuno. Il partito è serio, ha delle regole. Se Grillo vuol fare politica metta su un partito e si presenti alle elezioni». Cosa che, come ricordavamo già, non può fare a causa di regole che lui stesso ha invocato. Un conto è correre per una segreteria di partito, un conto per il Parlamento. Chi non chiude, forse perché Grillo non lo ha (ancora) preso di mira, è Ignazio Marino, il “terzo uomo” della corsa alla segreteria democratica. «Chiunque ha le carte e le firme può candidarsi» ricorda. «E se Grillo arriverà con una mozione strutturata e risposte concrete sui problemi sentiti dalla gente, non vedo perchè debba essere escluso». Anche l’altro blogger Mario Adinolfi accoglie volentieri l’illustre collega, chiedendo alla burocrazia del partito di non frapporre ostacoli.

Chi ovviamente appoggia l’iniziativa di Grillo è l’alleato (di fatto) Antonio Di Pietro di IdV: «Il suo è l’unico programma fin qui esposto, molto più articolato delle idee degli altri candidati». Per i radicali Emma Bonino ricorda invece quando due anni fa fu Marco Pannella a provare (invano) a candidarsi. «Non ho capito se le regole di questo pasticciato Statuto del Pd consentano la candidatura di Grillo». L’invito è a un dibattito nel merito delle questioni, politico: e, attacca Bonino, Grillo, specialista dell’invettiva, «non è mai stato disponibile al dialogo e al confronto». Quanto al suo programma, «trovo che ci siano delle sciocchezze».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.