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Doni: “Floccari ci mancher??”

Il leader nerazzurro introduce la nuova stagione: "Partiamo con qualche certezza in meno rispetto al passato. Ma Barreto e Bianco sono forti. E Acquafresca mi ricorda Inzaghi. Per non rimpiangere la partenza di Sergio per?? dovremo dare tutti qualcosa in pi??. Smettere a fine stagione? Macch??..."

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"Dico la verità, sostituire Floccari sarà molto difficile. Acquafresca mi ricorda Inzaghi e ci darà più profondità, ma Sergio faceva un lavoro importante là davanti e in più segnava…" La faccia di Cristiano Doni è disegnata a forma di punto di domanda. Separato dal compare d’attacco finito al Genoa, sa che c’è da ricominciare tutto daccapo dopo due stagioni vissute alla grande. I compagni di reparto sono tutti nuovi e l’intesa è tutta da inventare. Inutile, però guardarsi troppo indietro.
"Floccari ormai è il passato, è un amico e gli auguro ogni bene. Ma adesso pensiamo al futuro. Sono partiti giocatori importanti, ma la società ha operato benissimo sul mercato. Barreto e Acquafresca li conosciamo, ma attenzione a nche a Bianco: non ha un nome altisonante ma è un difensore molto forte: ne so qualcosa io che me lo sono trovato contro…".
Ma questa Atalanta è più forte dell’anno scorso?
"Lo dirà come sempre il campo. L’anno scorso avevamo qualche certezza in più, adesso partiamo con qualche incognita in più. Quel che è certo è che per non far rimpiangere Floccari là davanti dovremo dare tutti qualcosa in più".
Che differenza c’è tra Del Neri e Gregucci?
"Impossibile dirlo adesso. Certo è che Gregucci lavora molto con il pallone, è molto bello e divertente. Mi sembra di esser tornato in Spagna: è l’approccio della nuova generazione di allenatori. Anche se poi quello che conta è divertirsi la domenica… A Del Neri va tutta la mia gratitudine, lui e il suo staff mi hanno dato molto. Ho gran rispetto per lui, la sua scelta va accettata. Ma spero che saremo così bravi da farlo pentire".
Che campionato sarà?
"Un campionato difficile, che partirà subito forte. Per questo sarà importante fare bene sin dalle prime giornate".
L’obiettivo dell’Atalanta?
"Ovviamente la salvezza, anche se non bisogna porsi troppi limiti. Sognare non costa niente…"
E l’obiettivo di Doni?
"Stare bene e giocare per la squadra. Sono le mie ultime stagioni e voglio godermi attimo per attimo. Non è vero che penso al ritiro, non l’ho mai detto anche perché odio i tormentoni del tipo smetto-non smetto. Ho detto solo che alla mia età devo vivere alla giornata, valuterò a fine stagione il da farsi".
In giro ci sono tanti allenatori giovani: Ferrara, Leonardo, Gregucci.
"Bene, mi vien da pensare che dovrò iscrivermi anch’io al corso, finché dura la moda… Scherzi a parte, Gregucci è giovane ma allena già da otto anni: l’esperienza non gli manca".
Il suo ruolo cambierà?
"Non so, in ogni caso non sarà un problema. Io mi metto a disposizione come sempre, nonostante quello che a volte si è detto a sproposito sul mio conto. Sto bene e voglio rendermi utile".
La pensione può attendere.

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