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La badante a ore te la dà il Comune

Dopo il "buono giostrina" e il "custode sociale", l'assessorato ai servizi sociali ha aperto uno sportello per gestire l'incontro di domanda e offerta di colf e badanti. La media è di 5 richieste al giorno

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Hai bisogno di una badante? A Monza la trovi in comune. La pensata è stata di Stefano Carugo, assessore ai Servizi sociali. Da circa un mese è infatti attivo uno sportello comunale, gestito da una cooperativa sociale, dove è possibile richiedere una badante a tempo, anche solo per alcune ore. Le candidate vengono prese da una lista messa a disposizione dello sportello dalle varie associazioni, Caritas compresa, che si occupano di queste lavoratrici. Il Comune ci mette il bollino di garanzia: verifica la regolarità dei documenti, l’affidabilità e soprattutto il corretto rapporto contrattuale di prestazione lavorativa, che non è poco in un Paese come l’Italia dove oltre 500 mila badanti lavorano nelle famiglie da irregolari.
Da quando ha aperto, allo sportello vengono presentate una media di cinque richieste al giorno. «Checché se ne dica – dice Carugo – delle badanti in Italia c’è un grande bisogno. Noi a Monza non abbiamo fatto altro che raccogliere un’esigenza dei cittadini. Aumentano i cittadini anziani e soli senza una rete famigliare. Allora ben vengano le badanti che surrogano la famiglia che non c’è più. Scambiano qualche parola e riattivano una socialità che è benefica per l’anziano».
Nel capoluogo brianzolo il 25 per cento dell’intera popolazione ha più di 65 anni di età e sono 7640 gli anziani che vivono soli. «Io faccio il medico al Trivulzio – continua Carugo – e ogni giorno ho sotto gli occhi la solitudine di molti anziani che vengono parcheggiati in reparto dai famigliari. Spesso non trovano il tempo di fare una visita o di dare loro da mangiare. Con questo servizio è possibile prendere una badante per due ore al giorno per quindici giorni. Puo’ essere anche un’occasione per le badanti di incrementare il loro reddito nelle ore libere dal servizio che magari svolgono già in famiglia».
Monza ha istituito anche il «custode sociale», persone che vanno ad accudire i malati più fragili, e il «buono giostrina», un "ticket" per avere un giro in giostra gratuito per i bambini delle famiglie più bisognose. Il comune ci ha messo 1000 euro altri mille sono arrivati sotto forma di sconto dai giostrai. «Qualcuno – conclude l’assessore – in questo caso può anche pensare che questo sia un provvedimento superfluo. Io penso invece che un giro in giostra non si possa negare a un bambino. La verità è che sta venendo meno la struttura famigliare e quindi la capacità di farsi carico dei più deboli, soprattutto anziani e bambini, va in qualche modo surrogata. Quando va bene, la gente preferisce stare casa a guardare il "Grande Fratello", altrimenti si barrica in casa. Ben venga allora una badante».

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