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L’allarme dei vescovi lombardi

I vescovi delle diocesi della Lombardia al termine della conferenza episcopale regionale che si ?? conclusa a Caravaggio, e tra questi naturalmente il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, hanno focalizzato l'attenzione sul tema dell'immigrazione.

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"Sembra che la paura – in qualche circostanza purtroppo non priva di ragioni – troppo spesso amplificata artificialmente spinga a una reazione emotiva che non aiuta a leggere in verità il fenomeno della migrazione e ostacola la considerazione della dignità umana di cui ogni persona, anche quando migrante, è portatrice". I vescovi delle diocesi della Lombardia al termine della conferenza episcopale regionale che si è conclusa a Caravaggio, e tra questi naturalmente il vescovo di Bergamo, Francesco Beschi (nella foto), hanno focalizzato l’attenzione sul tema dell’immigrazione concordando anche un comunicato che riassume il loro pensiero.
Pensiero rivolto ai fedeli, ma legato alle scelte della legge sulla sicurezza, in particolare al reato di clandestinità inserito nel pacchetto governativo: "Straniero non è sinonomo di pericolo o di delinquente – proseguono i vescovi -: la maggior parte degli immigrati che vivono e lavorano tra noi lo fanno in modo onesto e responsabile, a tal punto da costituire una presenza fondamentale e insostituibile per molte attività produttive e per la vita di molte famiglie".
Per questi motivi "i cristiani devono farsi promotori di atteggiamenti e di una legislazione che riconoscano i diritti delle persone oneste (anche quando immigrate)… realizzino procedure praticabili, sensate ed efficienti per la regolarizzazione degli stranieri presenti da tempo nella nostra regione, ma formalmente irregolari solo perché la burocrazia rallenta e complica l’applicazione di regole già in vigore".

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Commenti

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  1. Scritto da marilena

    per albinese: e tu vorresti lo stesso trattamento che hai subito fosse riservato ad altri che come te sono in cerca di lavoro?

  2. Scritto da Pasèta

    sé sé, il concetto di identità non regge… però i numeri ci sono, e che numeri… se si fa entrare chiunque dandogliela sempre vinta a’l se feness piò… i cittadini i è mia bambi, i l’ha capida… i preostù no, i g’ha la caritas de mantegn

  3. Scritto da Albinese

    Eminenza la Clandestinità è un reato, nonc’è ma che tenga. I lavoratori extracomunitari regolari ben vengono gli irregolari vanno alla loro casa chiedono un contratto per rientrare. Quando andavo in Svizzera a lavorare alla frontiera mi denudavano, mi visitavano e se non si era idonei ci rispedivano a casa e in quei momenti non cera ne Preti, ne Vescovi ne Sindacati che ci tutelavano eravamo soli e abbandonati e se non si lavorava come volevano gli Svizzeri ci spedivano a casa

  4. Scritto da sacrista

    Comè che l’eco l’ha nascosto questo documento? non era il giornale del vescovo. Ol Ongis l’a mia gnamò capit che il padrone è cambiato?