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G8, intesa su accordi anti crisi

Crisi economica, paradisi fiscali, clima, sviluppo e Africa, sono i punti dell’agenda degli otto leader del summit. Sull'ambiente opposizione di Cina e India

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Crisi economica, paradisi fiscali, clima sviluppo e Africa, sono i punti dell’agenda degli otto leader del summit di questi giorni a L’Aquila.

Crisi economica
“Soddisfacenti” sono stati secondo i leader i risultati finora raggiunti per combattere la crisi economica, anche se essi hanno riconosciuto una certa instabilità e precarietà della ripresa e dell’equilibrio economico finanziario del mercato mondiale. Gli otto leader si sono pertanto impegnati ad “affermare il loro impegno a raggiungere una chiusura positiva della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio”.

Paradisi fiscali
Un impegno importante è stato preso anche nel campo della lotta all’evasione fiscale, e soprattutto nell’internazionalizzazione di quest’operazione, «non possiamo più tollerare questi grandi capitali occultati alle fiscalità e legalità nazionali». Un ruolo fondamentale è affidato all’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che ha già stilato le black list sui paradisi, alla quale si chiede di affrontare rapidamente queste sfide e proporre ulteriori passi in vista del prossimo G20 finanziario.
Il G8 si impegna a anche a mantenere gli impegni presi nei vertici di Washington e Londra per riformare la regolamentazione finanziaria e stabilire norme più stringenti fra cui il controllo sugli hedge funds e i tetti agli stipendi dei manager.

Clima
Nella dichiarazione congiunta del vertice è entrato anche il capitolo sul clima, gli otto leader si sono impegnati a limitare l’aumento globale della temperatura media a due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali. Sottolineano anche la «volontà di condividere con tutti i Paesi l’obiettivo di raggiungere una riduzione di almeno il 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questo implica che le emissioni globali raggiungano il picco quanto prima, per avviare subito dopo una rapida riduzione» e riaffermano il sostegno «all’obiettivo dei Paesi sviluppati di ridurre insieme le emissioni di gas serra dell’80% o oltre entro il 2050, prendendo il 1990 o anni più recenti» come punto di riferimento per il calcolo delle riduzioni».

Africa
Nel documento gli Otto Grandi ribadiscono di voler mantenere gli impegni presi al vertice di Glenagles. Per l’Africa «ciò vuol dire l’aumento insieme con gli altri donatori di 25 miliardi di dollari l’anno entro il 2010 rispetto al 2004».

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