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Carrara, cantiere aperto tra ritardi e crepe minacciose fotogallery

I lavori all'Accademia, iniziati il 23 ottobre 2008, sono stati subito fermati a causa di crepe anomale lungo i muri dovute ai primi scavi. Il progetto ?? stato rivisto e il cantiere riaperto solo cinque mesi dopo. Tutta l'opera di ristrutturazione coster?? 3 milioni e 200 mila euro.

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Movimenti geologici, o geotecnici, non previsti. Tradotto: crepe nei muri, pronte puntualmente ad allungarsi durante i primi scavi. Per questo motivo i lavori di ristrutturazione dell’Accademia Carrara hanno subìto un ritardo di almeno cinque mesi. Avrebbero dovuto iniziare il 23 ottobre, quando il cantiere in effetti era stato consegnato all’associazione temporanea di imprese composta da Salini Claudio Spa (di Roma) e Luzzana Restauri srl.
Ma a quanto pare i tecnici delle due aziende, durante i primi scavi, si erano resi conto che qualcosa andava rivisto: lungo i muri si sono allungate crepe preoccupanti e su più pareti sono stati installati dei fessurimetri, per misurare e studiare ulteriori movimenti imprevisti. Quindi il cantiere è stato bloccato e tutto è tornato nelle mani dei progettisti e in particolare del responsabile del procedimento per il Comune, l’architetto Dario Mazza. E’ stato necessario rivedere il progetto iniziale senza andare a violare i parametri dell’appalto, per poter così lasciare i lavori nelle mani della stessa Associazione temporanea di imprese che se li era aggiudicati.
Fino al primo aprile si era proceduto solo a predisporre il cantiere e a tagliare gli alberi, ad esempio, fuori dall’Accademia di Belle Arti (sul retro della Carrara), ma il cantiere vero e proprio era fermo. Dalla primavera sono invece iniziate le demolizioni interne previste, anche se i fessuri metri restano: si vuole capire se, al di là degli accorgimenti già messi in campo con il nuovo progetto, si corrono ancora dei rischi e i movimenti del terreno sotto l’accademia sono monitorati con grande attenzione.
L’opera di restauro e ristrutturazione costerà alle casse comunali 3 milioni e 211 mila euro. In un primo momento l’Associazione temporanea di imprese appaltatrice era composta da Luzzana Restauri srl, Salini Locatelli srl e Castelli Lavori srl (un tempo sull’orlo del fallimento e ritirata dalla Impregilo), quest’ultima acquisita in buona parte dalla Salini che oggi partecipa all’appalto nella versione di “Salini Claudio spa”.

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Commenti

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  1. Scritto da magut

    dalla foto si nota che l’intervento è per la messa in sicurezza! Il progetto come ormai è invalso l’uso “provinciale” dei capi di bergamo è affidato al professore di chiara fama. Si chiami botta Svizzero o come in questo caso aimaro d’isola (quello del nuovo tribunale) Torinese ecc. Il risultato non cambia il progettista è lontano e ben pagato, le rogne, per non parlare di errori progettuali restano in gobba al dirigente del Comune.Spero che la nuova amm. non prosegua su questa “comoda” strada.