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Viareggio, l’ultimo saluto: “non parliamo di caso e fatalità”

Oltre 10 mila persone hanno partecipato alle esequie di 15 delle 22 vittime della strage di Viareggio (le altre 7 sono state trasportate in Marocco). Cittadini, amici e parenti delle persone che hanno perso la vita hanno riempito lo stadio Dei Pini, tributando un lungo applauso all'ingresso delle bare.

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Oltre 10 mila persone hanno partecipato alle esequie di 15 delle 22 vittime della strage di Viareggio (le altre 7 sono state trasportate in Marocco). Cittadini, amici e parenti delle persone che hanno perso la vita hanno riempito lo stadio Dei Pini, tributando un lungo applauso all’ingresso delle bare: tra queste, anche le bare bianche di Luca e Lorenzo Piagentini. Ai funerali erano presenti il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, i presidenti di Camera e Senato, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e l’imam di Viareggio, Wahid el Fihri. 
Durante l’omelia, l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, ha affermato che «il fuoco che ha distrutto tutto nella tragica notte della strage di Viareggio è sembrato il visibile di un non-senso, di un negativo assoluto che tutto fagocita e tutto distrugge, alimentato certamente non solo dal caso e dalla fatalità». E se la storia dell’uomo «ha conosciuto e continua a conoscere violenze, ingiustizie, tragedie umane e disastri ecologici», secondo il vescovo «c’è da interrogarsi sul ‘modo di vivere’, per certi aspetti violenti o ad ogni modo che mettono a rischio la vita stessa, a cui concorriamo tutti, con i nostri stili di vita personali e collettivi». Quasi lanciando un appello, monsignor Castellani, che ha ricordato anche le parole del Papa, «simili incidenti non abbiano a ripetersi», ha sottolineato come «è da tempo venuto il momento che il nostro territorio, la nostra Terra, con il contributo e la responsabilità di tutti, nessuno escluso, diventi come Dio l’ha voluta, ‘Madre sicura’, terra sicura, proprio convertendo gli stili di vita personali e collettivi».
Al termine dell’omelia funebre, l’arcivescovo di Lucca ha invitato tutti i cittadini a guardare al futuro: «Viareggio risorgi, risorgi più bella – dice – è questo il messaggio che ho letto su uno striscione appoggiato nei pressi dell’incidente ferroviario e scritto da una mano e un cuore generosi. È questo il futuro di speranza per tutti noi». 
In conclusione del rito funebre, il tenore Andrea Bocelli ha interpretato due brani: il ‘Panis angelicus’ di Frank e ‘Ave verum corpus’ di Mozart. 
L’omaggio della città alle vittime era iniziato con la lunga fila che si è protratta fin quasi a mezzanotte per la camera ardente: oltre 30 mila persone hanno sfilato lunedì tra dolore e commozione. «Una partecipazione – ha detto il sindaco Luca Lunardini – davvero commovente di cui ringrazio tutta la cittadinanza e le persone venute da fuori città».

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