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Morte di Federico Aldrovandi, condannati quattro poliziotti

3 anni e sei mesi per i quattro agenti accusati della morte del diciottenne il 25 ottobre 2005. Lo ha deciso nel pomeriggio di oggi il Tribunale della città estense

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Condanna di 3 anni e sei mesi per i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell’ambito dell’omicidio di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 a Ferrara. Lo ha deciso nel pomeriggio di oggi il Tribunale della città estense chiudendo dopo quattro anni e 32 udienze un processo dai risvolti drammatici.
 
Gli agenti sono stati giudicati colpevoli di avere infierito sul giovane Aldrovandi nonostante questi continuasse a chiedere aiuto, ammanettandolo con la mani dietro alla schiena e steso per terra a faccia in giù, in una posizione che secondo alcuni periti avrebbe causato un’asfissia posturale.
 
Il pm Nicola Proto aveva chiesto condanne per tre anni e otto mesi a ciascuno dei quattro agenti sottolineando la concausalità del loro comportamento del "tutto imprudente e sproporzionato", non raccogliendo le richieste d’aiuto del ragazzo e infierendo su di lui in una collutazione imprudente usando i manganelli. Per la difesa, concausa della morte di Aldovrandi era invece l’assunzione di droghe dello stesso giovane.
 
I quattro sono anche stati condannati a pagare un risarcimento di 100.000 euro alla madre di Federico, altri 100.000 al padre, cinquantamila ciascuno al fratello e al nonno. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.
 
La storia di Federico divenne nota dopo la notte del 25 settembre 2005, quando, dopo ripetute chiamate al 113 che segnalavano la presenza di un ragazzo agitato, dal comportamento autolesionista, presso l’ippodromo di Ferrara, una pattuglia della polizia intervenne a fermare il giovane Aldrovandi. La ricostruzione della questura aveva sostenuto che stava tornando a casa dopo una serata con gli amici, si era sentito male e dava in escandescenze. Il rapporto della Questura parla di una colluttazione tra il ragazzo ed i quattro agenti (tre uomini ed una donna), che dovettero procedere alla sua immobilizzazione. Ma una volta ammanettato era svenuto ed era poi deceduto prima che arrivassero i soccorsi. La famiglia Aldrovandi venne avvertita solamente alle 11 del mattino, quasi cinque ore dopo la constatazione del decesso. Inizialmente si era parlato di droga, poi di un malore. Ipotesi che i genitori, di fronte alle numerose lesioni ed ecchimosi presenti sul corpo del ragazzo, ritennero poco credibile. Nel 2006, una foto choc, pubblicata da Liberazione, mostrava i segni di percosse sul corpo del ragazzo e riapriva il caso.

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