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Il Senato approva, il Ddl sicurezza è legge dello stato

È stato approvato con 157 si e 124 no il paccheto govrnativo. Si tratta di 66 articoli contenenti modifiche al codice penale in materia di immigrazione e criminalità. La clandestinità diventa reato

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È stato approvato con 157si e 124 no il Ddl sicurezza al Senato. Il Ddl del governo in materia di sicurezza è quindi diventato legge dello stato. Si tratta di un pacchetto di 66 articoli contenente numerose novità e modifiche al codice penale in materia di clandestinità e criminalità.

Senza dubbio uno dei provvedimenti più significativi è l’introduzione del reato di clandestinità: La pena sarà un ammenda da 5 a 10mila euro e un processo per direttissima davanti al giudice di pace. Inoltre, sempre riguardo al tema dell’immigrazione, diventeranno off limits i servizi pubblici. I funzionari pubblici avranno infatti l’obbligo di denunciare i clandestini che si presentano agli sportelli. Il permesso di soggiorno diventa quindi obbligatorio per ogni atto, tra cui la registrazione dei nuovi nati e il matrimonio.
Questa parte in particolare è criticata dalle opposizioni, infatti i bambini appena nati non potendo essere riconosciuti diventerebbero adottabili, i cosidetti “Bimbi invisibili”.
Il permesso di soggiorno e l’acquisizione della cittadinanza italiana diventano a pagamento, tra gli 80 e i 200 euro. Più rigide anche le normative per chi favorisce l’ingresso dei clandestini, che rischia ora fino a 15 anni di carcere e chi affitta appartamenti agli irregolari che rischia ora fino a 3 anni di carcere.
Con la legge sulla sicurezza sono stati anche modificati i Centri di permanenza temporanea che diventano Centri di identificazione ed espulsione, la permanenza massima passa da 2 a 6 mesi.
Con il voto di stamattina sono anche state ufficialmente introdotte e riconosciute le ronde per la sicurezza, associazioni di cittadini che si occuperanno di vigilare nelle città. Le ronde saranno disarmate e non potranno indossare divise i simboli di partiti politici. Potranno solo segnalare le illegalità alle forze dell’ordine.
Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi: il carcere duro per i reati di mafia è rinnovato non più ogni 2 anni, ma ogni 4. Tutti i colloqui familiari saranno regi­strati e saranno ammessi al massimo tre incontri settimanali con gli avvocati.
Rispetto ad una stesura precedente, torna l‘obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l’esclusione dalle gare d’appalto, che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio. Inoltre nei casi di infiltrazione mafiosa, lo scioglimento dei Comuni riguarderà anche gli organi amministrativi e tecni­ci.

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