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Al Teatro Sociale uno spettacolo franco-brasiliano

Il Festival Danza Estate 2009 apre il mese con la compagnia brasiliano-parigina Dos A duex . Giovedì 2 luglio sul palco del Teatro Sociale in via Colleoni (Città Alta), alle ore 21.30, è di scena lo spettacolo “Aux pieds de la lettre” dove si racconta una storia tra intensa poesia e improvvisa ilarità.

Il Festival Danza Estate 2009 apre il mese di luglio con la compagnia brasiliano-parigina Dos A duex . Giovedì 2 luglio sul palco del Teatro Sociale in via Colleoni a Bergamo(Città Alta), alle ore 21.30, è di scena lo spettacolo “Aux pieds de la lettre” dove si racconta una storia tra intensa poesia e improvvisa ilarità, attraverso il sapiente gioco dei movimenti e della gestualità dei due interpreti – coreografi: Artur Ribeiro e André Curti. Gli oggetti di scena sono elementi scenografici, di mediazione tra i due personaggi che creano costrizioni o sorprendenti possibilità per gli attori. Le musiche sono di Michel Musseau.
I biglietti per lo spettacolo “Aux pieds de la lettre della compagnia Dos a duex sono in vendita la sera stessa dello spettacolo presso il Teatro Sociale a partire dalle ore 19 al prezzo di 15 euro intero, 12 euro ridotto (partecipanti ai seminari del CSC Anymore, tesserati CSC Anymore, under 12 e over 65, soci Touring Club Italiano, carta Dinamo Club). I biglietti si possono acquistare anche in prevendita presso il CSC Anymore in via Don Luigi Palazzolo 23/C a Bergamo, tel. 035.224700, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30.
Lo spettacolo 
Lo spettacoloAux pieds de la lettreè un’esplorazione, un’ispezione delle ombre, dei sogni, degli oggetti, dei frammenti di vita. Il corpo e il movimento dei due interpreti raccontano sul palco una storia con oggetti che, tolti dal loro contesto quotidiano diventano elementi scenografici e il pretesto di una costruzione di giochi teatrali. Al centro palco vi è, infatti, un tavolo “beffardo e incantevole”, escluso dal mondo esterno. “ Come possiamo parlare, come raccontare, di ciò che non parla? Sono due, sul bordo dell’abisso. Così tanti corpi sospesi, che appaiono all’improvviso in uno spazio quasi nudo, vuoto. Il corpo di uno serve alla pazzia degli altri, un piede, 3 piedi, 5 mani, una testa … meccanismo fisico senza fine. I corpi diventano schiavi della loro immaginazione. Uno nel suo delirio mistico continua a scrivere un messaggio al mondo, l’altro, vittima delle sue ossessioni, si dibatte con polvere che immagina. Le piccole pazzie solitarie, le frenesie, la ritualità del sopravvivere, manie, vagabondaggi si esprimono attraverso la poesia del gesto in equilibrio tra tragedia e commedia. Si aggrappano e si attengono ai gesti quotidiani, in una musicalità costantemente rinnovata e continua re-invenzione teatrale fatta di tenerezza e improvvisa ilarità.”

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