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Via ai saldi, da sabato la corsa all’occasione

Fino al primo settembre i consumatori potranno acquistare a prezzi ridotti. Un'occasione anche per i comemrcianti, che potranno ritrovare fiato dopo i venti di crisi. I suggerimenti per evitare brutte sorprese.

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Luglio è tempo di saldi e da sabato anche a Bergamo, così come in tutti i centri lombardi, partirà la corsa alle  vendite di capi a prezzi scontati. Il periodo di saldi terminerà martedì primo settembre.
Sarà un momento interessante che permetterà di comprendere maggiormente l’andamento dei consumi, le possibilità economiche delle famiglie bergamasche e la capacità di ripresa dell’economia orobica.
Nella nostra provincia sono interessate ai saldi circa 2.900 imprese, di cui 945 ambulanti e 1945 negozi di abbigliamento (1673), calzature e pelletteria (272), di questi 401 – 341 di abbigliamento e 60 di pelletteria calzature – sono presenti in città. Un esercito di piccole imprenditori che sperano di incrementare le loro vendite, dopo una stagione non del tutto positiva, sia per una generalizzata crisi dei consumi che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli.
I saldi estivi possono rappresentare per i commercianti l’occasione per un parziale recupero e per le famiglie la possibilità di acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%.
Un dato positivo è il fatto che a giugno, per il terzo mese consecutivo, l’Indicatore del sentimento economico (Esi) che misura la fiducia dei consumatori e delle imprese, ha continuato a crescere, dopo il crollo del mese di febbraio; ciò significa che gli attori economici sembra stiano acquistando fiducia e che la crisi abbia superato la fase più acuta.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio ogni famiglia spenderà, in media, poco più di 240 euro per l’acquisto di articoli in saldo, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro (il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento).
In concomitanza con l’evento dei saldi in alcuni comuni della nostra provincia si svolgerà la Notte Bianca, manifestazione in cui i negozi rimarranno aperti fino a tarda notte e i borghi e le vie diventeranno luoghi di spettacolo, animazione di strada, musica, esposizioni: sabato 4 luglio ad Osio Sotto e Ponte San Pietro (Notte Infuocata), sabato 11 luglio a Treviglio, sabato 11 e domenica 12 luglio ad Albino (Albino Shopping festival), sabato 18 luglio a Calusco d’Adda.
Con l’annuncio della partenza dei saldi estivi si ricordano alcuni principi di base per il corretto acquisto degli articoli:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo iniziale di vendita e lo sconto in percentuale, è facoltà indicare anche il prezzo di vendita ribassato, mentre è vietato indicare qualsiasi altro prezzo. Le violazioni alla norma sulle vendite straordinarie saranno punite con sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro, secondo la legge regionale 9/2009 che entra in vigore oggi, primo luglio.

 

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