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Delitto di Vertova, Al?? Ndiogou: “Sono innocente e lo dimostrer??” fotogallery video

Nonostante le prove schiaccianti a suo carico, basate sul dna, l'operaio senegalese accusato dell'omicidio di Maria Grazia Pezzoli ribadisce la sua innocenza, non vuole il rito abbreviato e chiede al Gup un interrogatorio. Anche il marito della vittima tra i possibili imputati.

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“Sono innocente”: nonostante le prove schiaccianti a suo carico Alì Ndiogou (nella foto a destra), l’operaio senegalese di 41 anni accusato dell’omicidio di Maria Grazia Pezzoli, a Vertova, continua a ribadire la sua innocenza. Questa mattina (1 luglio) di fronte al Giudice dell’Udienza Preliminare Vittorio Masia, Ndiogou ha chiesto personalmente di andare al dibattimento e di non volersi affidare, quindi, al rito abbreviato, che fino a poco tempo fa era stato annunciato dal suo avvocato Giovanni Fedeli. “Voglio farmi interrogare dal giudice per fornire ulteriori elementi che possano dimostrare la mia innocenza”, ha dichiarato l’operaio. Il Gup ha quindi rinviato ogni decisione fissando l’interrogatorio per venerdì 3 luglio, nel pomeriggio. Ad incastrare Alì Ndiogou era stato un incrocio di tracce di Dna, che ne dimostrerebbero secondo l’accusa (il pubblico ministero è Carmen Pugliese) la presenza “inequivocabile” sul luogo del delitto.
Dopo l’interrogatorio, però, il Gup non si esprimerà solo sulla posizione dell’immigrato, ma anche sul rinvio a giudizio di altre tre persone: Giuseppe Bernini, ex assessore allo Sport di Vertova, imprenditore, ex datore di lavoro di Ndiogou e marito di Maria Grazia Pezzoli, che trovò uccisa nell’abitazione di via Cinque Martiri, nel primo pomeriggio del 24 luglio. E’ accusato di favoreggiamento personale nei confronti di Ndiogou. Stessa ipotesi di reato per Aliuone Badara Silla, senegalese di 39 anni di Gandino, che aveva prestato un motorino a Ndiogou nei giorni successivi al delitto. E infine il maresciallo dei carabinieri di Fiorano al Serio Ignazio Grinciari, tuttora in servizio in quella caserma, che dovrà rispondere (se rinviato a giudizio) di falso ideologico e concorso in sottrazione di cose sottoposte a sequestro (il sabato successivo all’omicidio permise a Bernini di entrare in casa a prendere alcuni indumenti).

LE TAPPE DEL GIALLO

24 luglio 2008 Mistero a Vertova, donna uccisa in casa

30 luglio 2008, il marito della vittima interrogato per cinque ore

6 e 7 agosto, il doppio sopralluogo dei Ris

9 agosto, il marito torchiato per 9 ore

11 agosto, terzo sopralluogo dei Ris

29 agosto, la svolta, in carcere il presunto colpevole

30 agosto, le prove che incastrano Alì Ndiogou

30 settembre 2008, il marito della vittima: di Ndiogou non ricordavo nulla

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