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Campo di oppio sul fiume, Rogno come Kabul fotogallery

La Gdf di Costa Volpino ha trovato una piantagione di papavero da oppio in riva al fiume Oglio: 66 steli per un totale di 166 capsule da cui ricavare morfina, che lavorata diventa eroina. Indagini in corso per scoprire i responsabili.

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Rogno come i dintorni di Kabul. La Guardia di Finanza di Costa Volpino ha scoperto una vera e propria piantagione di papavero da oppio in riva al fiume Oglio (nella foto), habitat ideale per far prosperare le piantine da cui si estrae la morfina, sostanza che serve poi a produrre l’eroina. Il 75% di questa droga proviene dall’Afghanistan, leader sul mercato mondiale. Evidentemente qualcuno ha pensato di produrla direttamente in terra orobica, onde abbattere i costi di importazione. Finora la fantasia dei "coltivatori" di droga nostrani non era andata oltre qualche cespuglio di marijuana sul terrazzo o in cantina. La scoperta di Rogno segna un netto e preoccupante salto di qualità.
Ben 38 le piante rinvenute su terreno demaniale, ai confini con il comune di Artogne (Bs) per un totale di 166 capsule, che intagliate lasciano poi sgorgare il prezioso "latte".
Ad accorgersi delle piante è stato un militare libero dal servizio, che dopo averle notate ha avvisato il comando. Le Fiamme gialle hanno subito effettuato una ricognizione del luogo: mentre i militari si avvicinavano, hanno udito passi frettolosi allontanarsi nella boscaglia.
Per ottenere maggiori indicazioni in merito alla tipologia di pianta rinvenuta, i finanzieri hanno spedito le piante all’Orto Botanico di Bergamo, i cui esperti hanno confermato trattarsi di “papaverum somniferum”. Le indagini sono tuttora in corso per l’individuazione dei responsabili del reato, dato che la coltivazione di sostanze stupefacenti è punita, al pari dello spaccio, con la reclusione da sei a venti anni di reclusione.

 

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