Bresso

La Regione vuole salvare il centro di ricerca oncologica

Il vicepresidente Rossoni ha chiamato negli Stati Uniti l'azienda proprietaria del centro che impiega 50 ricercatori, specializzati nello studio delle molecole antitumorali

Il vicepresidente della Regione Lombardia e assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, si è messo in contatto con Seattle per tentare il salvataggio del centro di ricerca preclinica di Bresso, di cui è proprietaria la azienda farmaceutica CTI (Cell Therapeutics Inc.).
Rossoni vuole verificare, con gli interlocutori, la praticabilità di soluzioni che (come positivamente avvenuto nel caso del Centro Ricerche di Nerviano) consentano di salvaguardare il patrimonio di conoscenze e di professionalità dell’azienda milanese.
Il centro ricerche di Bresso conta 50 ricercatori, il 40% dei quali lavora dal 1990 nell’area della ricerca oncologica. Il team ha identificato e sviluppato nuove molecole antitumorali che hanno raggiunto diverse fasi di sviluppo clinico, approdando anche alla fase di registrazione.
Il progetto del management aziendale italiano è quello di rilevare l’azienda, acquisire le strutture e delineare accordi commerciali necessari a lanciare un’attività indipendente; tutto
ciò richiede – a parere di Regione, Provincia e Comune – i tempi tecnici necessari ad acquisire dichiarazioni di interesse formale da parte di possibili investitori, con i quali sono in atto i necessari approfondimenti, ed è pertanto necessario che la proprietà di CTI si renda disponibile ad un dilazionamento dei tempi.
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