Tuttavia, la frenata del mercato del lavoro si ?? registrata anche nei confronti delle cessazioni (-37%), contribuendo in tal modo a mantenere positivo (seppur di poco) il saldo tra avviamenti e cessazioni di 900 unit??. Il calo della domanda ha colpito soprattutto interinarli (meo 55%) ed extracomunitari (meno 33%)
La Cisl di Bergamo fa il punto sull’andamento del mercato del lavoro sul territorio nel primo trimestre del 2009.
Le assunzioni in Bergamasca dopo la diminuzione complessiva del 11% registrata nel corso del 2008, hanno evidenziato una forte battuta di arresto nel corso del primo trimestre di questo anno: toccando quota “meno 46%”. Tuttavia, la frenata del mercato del lavoro si è registrata anche nei confronti delle cessazioni (-37%), contribuendo in tal modo a mantenere positivo (seppur di poco) il saldo tra avviamenti e cessazioni di 900 unità, non certo paragonabile allo stesso periodo dell’anno
precedente (- 88%), a crisi non ancora manifestata. Il calo della domanda ha colpito soprattutto gli:
– gli interinali (- 55%)
– i tempi determinati (- 30%)
– gli extracomunitari (- 33%)
vale a dire la componente più elastica del mercato del lavoro. Mentre i tempi indeterminati (- 17%), e gli apprendisti sostanzialmente stabili, hanno avuto un impatto meno negativo.
I flussi di iscrizioni ai Centri per l’impiego sono passati dal I° trimestre 2008 al I° trimestre 2009 (+ 62%), da 6.000 a 9.800 lavoratori ingolfando i servizi per l’impiego.
Al 31 marzo 2009 risultano 5.000 iscritti alle Liste di mobilità.
L’esplosione della cassa integrazione e la parziale redistribuzione del lavoro in forma solidaristica, sembrano per il momento mettere al riparo i livelli occupazionali dal rischio concreto dei licenziamenti.
In definitiva si potrebbe affermare che le imprese stanno affrontando la crisi con un temporaneo “parcheggio forzato” dei lavoratori in attesa che passi la bufera (calo degli ordinativi, meno consumi, etc). Questo richiede l’assoluta urgenza di mettere in campo interventi sul versante della riorganizzazione produttiva e soprattutto sul versante della qualificazione della rilevante forza lavoro coinvolta dagli ammortizzatori.
Un’ulteriore fenomeno che non andrà sottovalutato è la dinamica del lavoro nero o irregolare, che da alcuni segnali che ci giungono dal nostro ufficio vertenze può rappresentare una pericolosa scorciatoia sul versante della sicurezza e della qualità del lavoro.
Questi dati pongono inoltre l’urgenza di un monitoraggio territoriale molto più rapido. La Cisl ha proposto che l’osservatorio provinciale svolga un monitoraggio sulle ricadute occupazionali con cadenza mensile.

