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Legambiente: “Limitare la circolazione di vecchi camion e furgoni”

La proposta degli ambientalisti del convegno "Inquinamento e Traffico Commerciale a Milano”. “I commercianti facciano la loro parte"

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Puntare a ridurre le emissioni di polveri sottili del traffico commerciale per incidere in modo efficace sulla qualità dell’aria nel capoluogo lombardo. E’ questo lo scopo delle proposte di Legambiente presentate in occasione del convegno "Inquinamento e Traffico Commerciale a Milano. Scelte e interventi per ridurre le polveri sottili", organizzato in collaborazione con Pirelli Eco Technology.
I mezzi pesanti (furgoni e camion) hanno emissioni di particolato fine (PM10) di gran lunga superiori a quello di auto e motorini. Per questo, secondo Legambiente, è necessario concentrare gli sforzi delle politiche sulla qualità dell’aria nel limitare la circolazione di questi veicoli e nel promuovere tecnologie efficaci per l’abbattimento delle emissioni (i filtri antiparticolato permettono di ridurre il particolato del 90%). A dimostrarlo sono i dati dell’ARPA Lombardia sulle polveri sottili emesse nel capoluogo lombardo: oltre il 50% di PM10 dipende dal traffico commerciale (somma dei veicoli inferiori alle 3,5 t e dei camion e autobus superiori alle 3,5 t) (vedi grafici in allegato).
“Per combattere l’inquinamento non possiamo prendercela solo con le automobili e i motorini: i camion e i furgoni sono il principale pericolo per la salute e l’incolumità dei cittadini oggi a Milano – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente –. Per questa ragione dobbiamo cambiare radicalmente la logistica delle merci in città. Nel frattempo si devono applicare filtri a tutti i veicoli commerciali e si deve incentivare la vendita di nuovi mezzi esclusivamente a metano o diesel con il filtro di serie. In tutta Europa si applicano limitazioni alla circolazione e tariffe di ingresso su scala metropolitana per i veicoli inquinanti. Anche in tempi di crisi come questa. Commercianti e camionisti locali dovranno farsene una ragione, nonostante a Milano godano di formidabili appoggi politici.”
Legambiente ricorda che la legge regionale incentiva l’acquisto di filtri antiparticolato per i mezzi commerciali. I fondi messi a disposizione, però, sono sufficienti a coprire solo una piccola parte (dell’ordine del 10%) del parco mezzi circolante in Lombardia. Un problema, quello del tetto di spesa, che potrebbe essere risolto introducendo anche disincentivi economici.
Anche l’Ecopass milanese, ribadisce l’associazione ambientalista, necessita di una radicale revisione. "Ecopass non ha ancora prodotto un reale cambiamento, perché non è mai uscito dalla fase sperimentale, è diventato un ferro vecchio prima di diventare un vero strumento di governo della mobilità urbana – commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia –: è necessario e urgente sottoporre a tariffa tutti i veicoli diesel privi di filtri, e successivamente estendere l’area tariffata. Deve essere chiaro che senza una coraggiosa correzione di rotta, Ecopass è destinato a perdere efficacia e a perdere il consenso dei milanesi. E anche quello degli ambientalisti."
L’area metropolitana milanese non è l’unica a "soffrire di smog". Ma in molte città europee le amministrazioni pubbliche hanno introdotto misure strutturali coraggiose per affrontare il problema. Ne sono un esempio le Low Emission Zone (LEZ) o Green Zone, aree in cui i veicoli (a volte solo camion e furgoni) possono circolare solo se soddisfano determinati standard di emissione o dietro il pagamento di una tassa. A Londra, ad esempio, pagano le auto per entrare in centro, ma soprattutto i camion per circolare nell’intera area metropolitana (sino a 200 sterline al giorno se non si dotano di filtri antiparticolato!). Nella LEZ di Amsterdam i mezzi pesanti (> 3,5 t) possono entrare solo se Euro 4 o con retrofit antiparticolato. E ancora, in Germania sono attive una trentina di "zone ambientali protette" in cui l’ingresso è subordinato alla presenza di un’etichetta, sul veicolo, che ne certifica il livello di emissioni. Mentre per i mezzi più vecchi e inquinanti la circolazione è vietata.
Queste, dunque, le proposte di Legambiente:
Impedire la circolazione ai mezzi commerciali più inquinanti su un’area vasta oppure introdurre efficaci misure (pagamento di un pedaggio elevato) per incentivare l’installazione di filtri antiparticolato.
Rifondare l’Ecopass milanese come provvedimento di governo del traffico cittadino estendendone l’area di applicazione.
Predisporre i controlli necessari affinché che le norme sulla circolazione vengano rispettate.

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