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Treviglio, le barriere architettoniche compariranno su Google Map

Il Comune e l’associazione Come Noi lanciano un progetto innovativo: censire e segnalare sul Web la presenza degli ostacoli che impediscono alle persone con problemi motori la piena accessibilità a luoghi e edifici pubblici. L'assessore Quadri: "L'obiettivo è individuarli e rimuoverli tutti: ogni cittadino potrà segnalarceli".

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Google Map aiuterà i trevigliesi a non inciampare nelle barriere architettoniche. Il Comune e l’associazione “Come Noi”, che si occupa di disabilità, hanno lanciato un progetto innovativo e unico nel suo genere: censire e segnalare  via Internet la presenza degli ostacoli che impediscono alla persone con problemi motori la piena accessibilità a luoghi e edifici pubblici.
La posizione della barriera, una volta individuata, sarà indicata sulla mappa di Treviglio da un puntino rosso, che diventerà giallo quando saranno avviati i lavori di sistemazione e verde quando l’ostacolo sarà rimosso del tutto. “L’idea è venuta da un confronto su questi temi con l’associazione Come Noi – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giuliano Quadri – ma va detto che questa amministrazione è da sempre attenta ai problemi dei disabili. Ad esempio, abbiamo già riservato posti auto personalizzati vicino all’abitazione, legati a un nominativo. E poi il piano delle opere pubbliche riserva 50 mila euro all’anno alla rimozione delle barriere architettoniche”.
Come funziona in concreto il progetto? “Il censimento sarà avviato a breve. Ogni cittadino potrà segnalarci una barriera. I tecnici comunali e Come Noi ne verificheranno l’effettiva consistenza, quindi si procederà a inserirla sulla mappa. In questo modo tutti potranno conoscere quantità e ubicazione delle barriere, e anche lo stato dei lavori per rimuoverle”.
Un’operazione informativa e di trasparenza di grande spessore sociale, che prenderà il via nelle prossime settimane con il censimento: dopo l’estate, poi, si procederà all’inserimento dei “puntini” sulla mappa di Google, con cui c’è già un accordo. “Mi auguro che molti Comuni seguano il nostro esempio – conclude l’assessore – Questo progetto non ha precedenti, anche perché può rivelarsi un boomerang per i politici: una volta individuati, i problemi vanno infatti risolti….”

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