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Radio Adamello si spegne per riaccendersi come Number One

Si ?? conclusa l'operazione di acquisto delle frequenze e delle concessioni da parte del network che ormai "copre" sei regioni del Nord Italia con quasi 400 mila ascoltatori al giorno: Number One era nata negli stessi anni di Radio Adamello come Radio Lago Uno e trasmetteva sul lago d'Iseo.

Radio Adamello, la storica radio libera nata alla fine degli anni Settanta a Edolo e ascoltata in Valcamonica, sul lago d’Iseo e in Valtellina, si spegne per riaccendersi come Radio Number One. Si è conclusa infatti l’operazione di acquisto delle frequenze e delle concessioni da parte del network che ormai "copre" sei regioni del Nord Italia con quasi 400 mila ascoltatori al giorno (Number One era nata negli stessi anni di Radio Adamello come Radio Lago Uno e trasmetteva sul Sebino) e giovedì 30 aprile alle 21 l’emittente che i quarantenni ricordano per la voce del vulcanico Mario (Mario Cervi scomparso nel 2001) passerà il testimone ai nuovi programmi.
"La nostra idea – spiega Sergio Gervasoni, editore del gruppo Radio Number One – è quella di mantenere la redazione e l’informazione locale. Le trasmissioni radiofoniche di musica saranno le nostre, ma, come stiamo facendo per le altre realtà, tipo Varese, Torino, Bergamo, le notizie saranno create in loco e dedicate alle realtà della zona, in particolare Valtellina e Valcamonica, anche ampliate rispetto ai notiziari attuali". Adamello News insomma, nell’ambito di un’operazione che davvero mescola il locale (informazione e pubblicità) con la musica e l’intrattenimento nazionali e non solo.
E’ il mondo che cambia e con lui simboli e situazioni che solo qualche decennio fa sradicarono realtà consolidate e che nel nuovo millennio si devono a loro volta trasformare per reggere i tempi. Le vecchie radio libere rientrano a pieno titolo in questo "giro di ruota": nascevano, negli anni Settanta, spontaneamente da un gruppo di amici amanti della musica, delle chiacchiere, della storia e della cronaca della comunità, allora sovvertendo l’ordine radiofonico "imposto" dalla Rai e pochissimi altri, per ampliare, in modo casereccio ma via via sempre più organizzato, il mondo dell’ascolto. Oggi quelle radio libere non reggono da sole l’ulteriore allargamento delle possibilità di ascolto della musica, allargamento offerto da internet, dalla scaricabilità di suoni "ad personam". Servono strutture "ben spallate" che possano offrire un ventaglio di opzioni, programmi e notizie, oltre alla musica, e che riescano a spaziare dal locale al mondo.

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