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Febbre suina: la Regione sconsiglia di rivolgersi al pronto soccorso

Il Pirellone invita i cittadini rientrati da vacanze in Messico o Stati Uniti con sintomi influenzali a rivolgersi solo al medico curante già in contatto con le unità di crisi delle Asl

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La Direzione generale Sanità della Regione Lombardia prosegue la propria attività di controllo e coordinamento, riguardo all’influenza H1N1 ( febbre suina), applicando il Piano pandemico regionale (varato nel 2006), in linea con quanto indicato dall’OMS, che ha dichiarato il passaggio alla fase 4 della pandemia.
Al momento si conferma che non esiste alcuna situazione di allarme in Italia e in Lombardia.
 
La Direzione generale Sanità ha già provveduto a:
– fornire indicazioni ad ASL e Ospedali su come comportarsi di fronte ad eventuali casi sospetti (il medico che osserva il paziente provvede a contattare l’ASL per inviare il paziente per valutazione/esami/cura ai Reparti di malattie Infettive);
– indicare nelle ASL i soggetti responsabili della sorveglianza delle persone venute a contatto con i malati che dovessero venire individuati (le persone vengono contattate
telefonicamente per 7 giorni per verificare che non insorgano sintomi);
– attivare i tre laboratori di riferimento regionali (Azienda Ospedaliera Sacco di Milano, IRCSS S.Matteo di Pavia e Istituto di Virologia dell’Università di Milano), in contatto costante con l’Istituto Superiore di Sanità, per effettuare le necessarie indagini sui casi segnalati dai reparti di malattie infettive.
 
La Direzione generale Sanità invita coloro che si fossero recati in Messico o Stati Uniti e presentassero, nei sette giorni successivi al rientro, sintomatologia influenzale – febbre
superiore ai 38°C, tosse, difficoltà respiratorie – a rivolgersi al proprio medico curante in modo da venire indirizzati, se necessario, in ospedale.
È assolutamente da evitare il ricorso diretto al Pronto Soccorso, perché ciò comporta allungamenti dei tempi per le persone che hanno patologie di maggior gravità e espone le persone in attesa all’eventuale contagio.
 
È importante inoltre che anche in questa fase di maggior allerta sotto il profilo della sorveglianza, si mantengano in atto le misure di controllo universali, sempre valide in
qualunque momento, che pur sembrando superflue, sono in grado di abbattere considerevolmente il rischio di infezione: adottare misure di igiene personale (coprire bocca e naso in caso di tosse o starnuti, utilizzare fazzoletti di carta, smaltendoli in
modo corretto); evitare contatti ravvicinati bocca-bocca e quindi la frequenza di luoghi chiusi sovraffollati; effettuare frequentemente il lavaggio delle mani (anche con soluzioni
idroalcooliche, che non richiedono la disponibilità di acqua corrente).

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