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Bergamo apripista: intesa territoriale per velocizzare la “cassa”

Il modello Bergamo prende sempre pi?? forma e un po' fa da apripista anche all'interno delle nuove normative in materia di cassa integrazione, o meglio di procedure per velocizzare l'assegnazione degli ammortizzatori sociali. E' questo il senso dell'intesa raggiunta tra Confindustria, sindacati, direzione provinciale del lavoro e Inps.

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Il modello Bergamo prende sempre più forma e un po’ fa da apripista anche all’interno delle nuove normative in materia di cassa integrazione, o meglio di procedure per velocizzare l’assegnazione degli ammortizzatori sociali. E’ questo il senso dell’intesa raggiunta tra Confindustria, sindacati, direzione provinciale del lavoro e Inps. Un’intesa frutto di un tavolo congiunto che nasce con l’obiettivo di cercare soluzioni che alleggeriscano un poco i risvolti della crisi in atto. "Non è scontato che il territorio si metta insieme col medesimo scopo in tempi così difficili" spiega Stefano Malandrini, dirigente dell’area relazioni industriali di Confidustria Bergamo. Non è scontato e però un approccio di questo tipo qualche risultato conrceto lo ha dato e probabilmente lo darà in futuro, magari sul tema dei contratti di solidarietà, tema su cui preme il sidnacato come sottolineano Ferdinando Piccinini segretario Cisl e Luigi Bresciani segretario Cgil: "Stamattina abbiamo fatto il punto della situazione all’osservatorio provinciale e, dal momento che la crisi non è ancora risolta, che ha toccato migliaia di lavoratori e che i primi ammortizzatori sociali cominceranno a scadere tra agosto e  settembre, la nostra pressante richiesta è che le aziende a quel punto non espellano i lavoratori perché sarà poi difficile che gli espulsi riescano a rietrare nel mondo produttivo, anche quando ci sarà la ripresa. Per questo puntiamo sui contratti di solidarietà, che dopo l’accordo alla Sanpellegrino, sembrano più vicini anche per altre imprese".
Intanto però, in  attesa dei contratti di solidarietà, le intese raggiunte hanno portato a ridurre i tempi di alcune procedure amministrative riguardanti le autorizzazioni della cassa integrazione ordinaria nell’ipotesi in cui non è possibile comprovare in anticipo la successiva ripresa produttiva e hanno portato anche a una maggiore brevità negli accertamenti della direzione  provinciale del lavoro delle situazioni che consentono il pagamento diretto (da parte dell’Inps) delle integrazioni salariali straordinarie, evitando che le imprese debbano anticipare tali importi. L’ha ben sintetizzato Mariarosa Simonelli della direzione provinciale del lavoro che ha sottolineato anche come l’articolo 7/3 del decreto anticrisi abbia recepito le stesse istanze di velocizzazione, utili a imprese e lavoratori. "Già perché il rischio è un’attesa anche di 3-4 mesi per la cassa integrazioone – ha commentato Marco Cicerone, segretario Uil -. Mesi che si sono ridotti a settimane grazie all’accordo e alle nuove normative".   

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