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Influenza suina, il panico affossa le Borse

Cedono i titoli delle compagnie aeree per i timori legati al diffondersi dell'epidemia. Per ora, tuttavia, si registrano vittime solo in Messico. Il virus colpisce particolarmente i giovani

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Cresce la preoccupazione per i possibili riflessi dell’epidemia di cosiddetta influenza suina scoppiata in Messico e che ha causato 152 morti nel Paese, oltre a molti casi di contagio in Nordamerica e uno ieri anche in Spagna e Gran Bretagna, nessuno dei quali mortale. Il numero di nuovi casi di ricoveri in Messico sarebbe comunque in leggera discesa negli ultimi giorni. 
L’epidemia nasce da un nuovo ceppo virale che i laboratori di tutto il mondo si stanno affannando a studiare per capire quali siano le caratteristiche che lo rendono così pericoloso, in particolare per soggetti giovani. La caratteristica di colpire con particolare virulenza i soggetti che più di altri dovrebbero essere in grado di difendersi dal punto di vista immunitario, ossia i giovani, ricorda l’influenza spagnola che infuriò alla fine della Grande Guerra e nelle condizioni di sanità precaria dell’epoca fece milioni di vittime in tutto il mondo. Il ricordo di quell’epidemia ha causato una vera e propria psicosi, mentre governi e OMS fanno del loro meglio per rassicurare la pubblica opinione; la situazione è comunque nel complesso sotto controllo. Il governo italiano tramite la Farnesina invita comunque a rinviare i viaggi non necessari in Messico, e per bocca del sottosegretario alla sanità Fazio si dice pronto all’eventualità che la malattia possa far registrare dei casi anche nella Penisola, anche se ciò finora non si è verificato.

Già ora è troppo tardi per isolare la malattia: i Paesi dovranno sforzarsi di contenerne la diffusione. Così il vicecapo dell’OMS Kenji Fukuda: l’organizzazione mondiale della sanità ha elevato a quattro (su sei) il livello d’allerta. Il livello sei è quella della pandemia conclamata; il quattro indica che il virus può passare da persona e persona e generare epidemie locali. Gli esperti comunque non hanno raccomandato misure drastiche come la sospensione dei voli o la chisura dei confini: gli effetti, sostengono, non varrebbero la pena. Intanto per giungere ad un vaccino occorreranno dei mesi – ci stanno lavorando le grandi compagnie farmaceutiche Novartis, Sanofi Aventis, Roche e Gsk. Ma il panico ha già fatto effetto in Borsa, dove cedono pesantemente le azioni delle compagnie aeree. Più in generale gli indici borsistici, trascinati dal dato di Tokyo (-2,67%), restano negativi.

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