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Influenza suina, l’Asl, ?? attenzione ma non allarme

"Non c'?? alcuna emergenza, alcuna urgenza. A Bergamo come in tutta Italia". Il direttore sanitario dell'Asl di Bergamo, Giuseppe Imbalzano si dice tranquillo e spiega che in Bergamasca la gente non sta vivendo in un clima di paura per via dell'influenza suina: "Niente si pu?? escludere, questa ?? una malattia contagiosa, l'invito ?? di non recarsi in Messico".

"Non c’è alcuna emergenza, alcuna urgenza. A Bergamo come in tutta Italia". Il direttore sanitario dell’Asl di Bergamo, Giuseppe Imbalzano si dice tranquillo e spiega che in Bergamasca la gente non sta vivendo in un clima  di paura per via dell’influenza suina, scoppiata in Messico (con più di 1.700 contagiati e più di 150 decessi), con ripercussioni negli Stati Uniti e con qualche sporadicissimo e ancora non confermato caso in Europa. "E’ evidente che niente si può escludere, questa è una malattia contagiosa che si espande attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternu­to. Perciò l’invito chiaro ed esplicito è quello di non recarsi in Messico. Fermo restando questo, non ci sono per il momento allarmi di alcun tipo".
Nessun allarme dunque per la carne di suino: "In Italia i controlli sulle carni sono rigorosissimi. In Bergamasca lo sono se possibile ancor di più. Chi compra nei supermercati e in luoghi ufficiali di vendita può stare tranquillo. Peraltro l’influenza suina non si trasmette mangiando le carni".
Insomma, tutto tranquillo, tutto sereno? "Non si può escludere del tutto la possibilità di contagio. Il timore c’era anche per la aviaria, ricordate? Poi per fortuna non è successo. Ma a oggi, in Italia e in provincia di Bergamo non ci sono pericoli, questo è certo", conclude il direttore Imbalzano.

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Commenti

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  1. Scritto da Umberto Dolci

    Premesso che non c’è l’obbligo di dichiarare in etichetta l’origine delle carni suine (come non c’è per quelle quelle equine), ancora non ho capito cosa impedisca agli allevatori italiani di indicare, tra le informazioni facoltative, la provenienza dei loro prodotti. Senza questa conoscenza noi consumatori dobbiamo compiere un atto di solidarietà e fiducia cieca a favore dei commercianti e dei produttori locali, che saranno penalizzati dall’ennesimo scandalo.

  2. Scritto da unatantum

    Un vertice straordinario europeo è in fase di indizione. A forza di gridare la lupo potrebbe essere la volta che la cosa è seria ma ormai l’attenzione è bassa e la tracciabilità dei prodotti meno. Per passare da consumatori a cittadini serve l’impegno di tutti i Dolci e, unatantum, anche gli “amari”.